BORGARO - Finto sequestro: il padre si è inventato tutto per paura di perdere il figlio

| Questa mattina i carabinieri hanno fatto luce su quanto avvenuto domenica

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BORGARO - Finto sequestro: il padre si è inventato tutto per paura di perdere il figlio
Temeva che gli venisse tolta la patria potestà dopo aver perso il figlioletto di appena tre anni nel caos della festa patronale del paese. Per questo motivo, Alex Giarrizzo, il papà di 31 anni residente a Borgaro Torinese, ha finto il sequestro del figlio. Dovrà ora rispondere di simulazione di reato, procurato allarme, abbandono di minore e calunnia. Quest'ultima denuncia riguarda il presunto riconoscimento del rom autore del sequestro: l'uomo, in caserma a Caselle, aveva riconosciuto il sequestratore da una foto segnaletica. Peccato che la foto fosse quella di un soggetto già attualmente in carcere che, ovviamente, non poteva essere presente, domenica, durante la fiera di Borgaro. 
 
Questa mattina, al comando della compagnia carabinieri di Venaria, il capitano Roberto Capriolo, il procuratore capo d'Ivrea, Giuseppe Ferrando, e il comandante del nucleo operativo venariese, Diego Mannarelli, hanno spiegato come sono riusciti a smascherare l'uomo. Fondamentale la comparazione del racconto di quest’ultimo con le immagini registrate delle telecamere di videosorveglianza del Comune e di alcuni istituti bancari del centro borgarese. I filmati mostrano il bambino, da solo, alle 17.17 e, dopo appena cinque minuti, in braccio alla mamma. Un lasso di tempo troppo breve per immaginare un tentativo di sequestro con tanto di aggressione da parte del padre al presunto rapitore. Nessuna telecamera, inoltre, ha registrato la fuga della Renault 19 con la quale il sequestratore si sarebbe allontanato da Borgaro.
 
«Ho ritrovato mio figlio, da solo, davanti a una panetteria – ha ammesso ieri sera, messo alle strette dai carabinieri, Alex Giarrizzo – una signora mi ha detto che mi avrebbero tolto il bambino perché si trattava di abbandono di minore. Ho avuto paura. Mi sono inventato tutto». Il procuratore Ferrando ha ammesso che il racconto dell'uomo, in un primo momento, si è avvalso della conferma di alcuni testimoni presenti alla fiera di Borgaro: «Nel racconto di alcuni di essi sembra quasi che il rapitore, benché inesistente, si sia davvero materializzato. Un plauso alle forze dell'ordine per aver risolto il caso e ai nervi saldi della città di Borgaro. La situazione non è degenerata come avvenuto due anni fa alla Continassa».
 
L'inchiesta, condotta dai carabinieri di Caselle e della compagnia di Venaria, è stata coordinata direttamente dal procuratore capo d'Ivrea, Giuseppe Ferrando, e dal suo sostituto Giuseppe Drammis (nella foto, il capitano Capriolo, il procuratore Ferrando e il luogotenente Mannarelli).
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