CANAVESE - 939 violenze sulle donne nel nostro territorio

| Sono i dati forniti dall'Asl To4 nel periodo che va dal 2010 al 2013

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CANAVESE - 939 violenze sulle donne nel nostro territorio
L’Asl TO4 di Ivrea ha patrocinato e aderito, in collaborazione con l’associazione La Rete delle Donne di San Maurizio Canavese, alla campagna di sensibilizzazione contro il femminicidio “Posto Occupato”. Per contribuire a realizzare la massima diffusione di una cultura della non violenza e del rispetto di genere. I dati relativi alla violenza contro le donne che si registrano nel nostro Paese sono decisamente allarmanti. In Italia, il 75% dei delitti del 2013 che riguardano le donne è avvenuto in contesti familiari o affettivi. Tra il 2000 e il 2013 si contano circa 2.350 femminicidi, pari a una media annua di circa 168 l’anno. Ogni giorno 95 donne denunciano di aver subito minacce, 87 sono state vittime di lesioni personali, 19 di percosse, 14 di stalking, 10 di violenza sessuale. La maggior parte delle vittime sono soggette a più forme di violenza e sono ancora tantissime le donne che non denunciano e non chiedono aiuto.
 
Purtroppo anche il territorio del Canavese e dell’Asl To4 non è indenne da tale fenomeno, che ha visto dal 2010 al 2013, secondo la rilevazione dati delle équipe aziendali multidisciplinari contro la violenza alle donne, 939 donne chiedere aiuto attraverso i Servizi Socio Sanitari. Circa il 90% di queste donne ha avuto il primo accesso in Pronto Soccorso e altrettanto alta è la percentuale del contesto familiare in cui avviene la violenza, in cui il maltrattante è il marito o ex marito, fidanzato o convivente.
 
«Da tempo la nostra Azienda – riferisce il direttore generale dell’Asl d’Ivrea, Flavio Boraso – è impegnata contro la violenza sulle donne. Tanto che nello scorso autunno abbiamo voluto istituire un coordinamento delle tre équipe aziendali che, ciascuna sul proprio territorio, in stretta collaborazione con i servizi ospedalieri e territoriali e attraverso un lavoro di rete con i Servizi Sociali, la Procura e le Associazioni di Volontariato, favoriscono l’offerta di una risposta coordinata partendo da un dato tristemente importante: le donne che subiscono violenza ricorrono ai servizi sanitari con una frequenza da 4 a 5 volte superiore alle donne non maltrattate». 
 
Anche per questo l’Asl ha aderito all’iniziativa “Posto Occupato” che, in Canavese, era stata promossa qualche mese fa dal Comune di Cuorgnè (anche in consiglio comunale). 
 
«Abbiamo aderito alla campagna «Posto Occupato» nel settembre dell’anno scorso – spiega la Presidente de La Rete delle Donne avvocato Fabiola Grimaldi – in un periodo in cui ogni sera la cronaca proponeva storie di donne uccise. Siamo, così, partite dal coinvolgimento del nostro Comune di San Maurizio Canavese, chiedendo che per un anno intero un posto occupato fosse riservato nei consigli comunali, nella parte dedicata al pubblico, e in tutti gli eventi pubblici a cui gli amministratori e il sindaco prendessero parte. Abbiamo fatto la stessa cosa con i Comuni di Caselle e di Lanzo, ma poi, per rendere più efficace e capillare la sensibilizzazione, abbiamo ritenuto opportuno e indispensabile coinvolgere l’Asl».
 
Per riservare “il posto” a una donna uccisa sono stati scelti i luoghi in cui normalmente c’è un significativo passaggio di persone al fine di sensibilizzare il maggior numero possibile di cittadini. D’ora in poi si troverà perciò un “Posto Occupato” nelle sale d’attesa dei CUP, dei consultori e dei poliambulatori dislocati su tutto il territorio dell’ASL e presso il Polo formativo Officine H di Ivrea, sede anche del Corso di Laurea in Infermieristica.
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