CANAVESE - Altri profughi in arrivo a Cuorgnč e Castellamonte

| Non si ferma l'emergenza migranti: 200 quelli gią in Canavese

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CANAVESE - Altri profughi in arrivo a Cuorgnč e Castellamonte
Le ondate di sbarchi degli ultimi giorni stanno mettendo a durissima prova il sistema dell'accoglienza dei profughi in tutta Italia. Anche in Canavese, dove attualmente si trovano circa 200 migranti (a Rivarolo e Ivrea le comunità più numerose), si attendono nuovi arrivi, secondo quello che stabilirà in queste ore la prefettura di Torino. Almeno una quindicina i profughi che saranno inviati in Canavese entro la fine della settimana: destinazione Cuorgnè (una decina) e Castellamonte. Saranno affidati alla cooperativa sociale «Gt» che questa mattina, a Borgiallo, ha fatto il punto della situazione.
 
La cooperativa gestisce al momento 120 richiedenti asilo, di cui 66 in Canavese: 24 a Castellamonte, 6 a Cuorgnè, 25 a Borgiallo e 11 a Bosconero. Di questi, 28 provenienti dal sub-continente indiano (Bangladesh e Pakistan) e 38 da vari Paesi Africani (Africa Sub-Sahariana e Africa Orientale). «La nostra cooperativa è stata fondata nell'aprile 2005, quindi festeggiamo ora i nostri primi dieci anni di attività – spiega il presidente, Guido Mussini – inizialmente ci eravamo orientati sulla gestione di case di riposo, di comunità per disabili o per minori, ma progressivamente ci siamo specializzati nell'assistenza agli anziani. E in questo momento ci occupiamo della gestione di varie strutture a Torino e in provincia, fra cui l’Istituto “Domenica Romana” di Castellamonte, per un totale di circa 400 posti letto». A questo settore, da quattro anni, si accompagna l'accoglienza dei migranti.
 
Dal 2014 le Prefetture a livello nazionale sono incaricate della distribuzione territoriale dei profughi che raggiungono con vari mezzi di fortuna i nostri confini, marittimi (Sicilia e Lampedusa) e terrestri (Gorizia). «La nostra strategia, che finora si è rivelata vincente, si è basata sulla concentrazione dei richiedenti asilo in piccoli nuclei, il più possibile omogenei per cultura e regione di provenienza – prosegue Mussini – questo con il duplice obiettivo di evitare una saturazione dei centri urbani e di ottimizzare l'inserimento di queste persone, limitando al minimo le tensioni e i diverbi con i residenti». Al tempo stesso, la presenza di questi gruppi di stranieri per un forzatamente lungo periodo ha portato anche degli indubbi ritorni economici, sia per le attività commerciali locali, sia per i proprietari delle case in affitto.
 
«La cosa più importante è, però, la crescita di posti di lavoro: solo per la gestione di questo progetto la cooperativa ha provveduto ad assumere 12 operatori – precisa Mussini – In più, molti di questi richiedenti asilo, perlopiù ventenni, si sono resi disponibili volontariamente già in passato a eseguire lavori di pubblica utilità. Ed è per questo che abbiamo messo a punto una proposta di attività lavorative, su base gratuita e volontaria, che presenteremo ai Comuni che ospitano le nostre case di accoglienza».
 
Sempre questa mattina, a Torino, si è tenuto in prefettura il Tavolo di coordinamento regionale sull’afflusso eccezionale di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, al quale ha partecipato l'assessore regionale Monica Cerutti. «Per il momento il Piemonte ha retto. I prefetti non hanno evidenziato situazioni di criticità, ma è evidente che la nostra attenzione dovrà essere rivolta a come affrontare i prossimi arrivi». I nuovi arrivi solo nel 2015 ammontano a 1.671 soggetti e sono distribuiti sulle province in questo modo: 709 Torino; 197 Alessandria; 216 Cuneo; 71 Vercelli; 170 Novara; 188 Asti; 48 Biella; 72 V.C.O.
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