CANDIA - Mottino: «Non è questo il Canavese che vogliamo»

| «Le parole di solidarietà e vicinanza non possono più bastare; mi aspetto e ci aspettiamo tutti azioni concrete»

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CANDIA - Mottino: «Non è questo il Canavese che vogliamo»
Mentre i carabinieri della compagnia di Chivasso cercano di identificare i piromani che hanno distrutto il battello elettrico del lago di Candia, il presidente della Commissione di Gestione e di Indirizzo del Parco, Mario Mottino, ci scrive per fare il punto della situazione dopo il vile attacco. 
 
«Questo è il secondo atto criminoso commesso dal 2013 e sono certo che le Forze dell’Ordine faranno tutto il possibile per assicurare alla giustizia l’autore e il mandante dell’incendio doloso che ha distrutto il battello dell’Associazione Vivere i Parchi. Battello che era stato acquistato con il contributo di Provincia di Torino, banche, ditte, Associazioni, scuole, privati cittadini e con il grande sacrificio dei componenti l’Associazione.
 
Ringrazio l’Agente di P.G. della città Metropolitana Massimo Pizzocaro che ieri pur in giornata di “ponte” ha voluto subito venire per visionare le registrazioni, delle videocamere, che saranno consegnate ai carabinieri di Caluso. Spero che le immagini, così come le testimonianze che le forze dell’ordine sapranno raccogliere, questa volta portino all’arresto dell’autore e del suo eventuale “mandante”.
 
Ringrazio l’ex Assessore Balagna (sempre vicino e attento al Parco e al Territorio) che ha voluto subito chiamarmi per manifestare la sua solidarietà ma anche il suo aiuto, ringrazio il Sindaco di Candia che è subito accorso, credo lo faranno, dopo il “ponte”, anche i vertici politici della Città Metropolitana; ma le parole di solidarietà e vicinanza non possono più bastare; mi aspetto e ci aspettiamo tutti, che le Istituzioni più vicine, Comuni e Città Metropolitana, vogliano e sappiano intervenire immediatamente con azioni concrete e decise anche in appoggio alle forze dell’Ordine per debellare questo fenomeno di illegalità che sta minando il nostro sistema Parco e territorio. Questo non è il “Canavese che vogliamo”.
 
Lo chiedono anche i circa 3.000 studenti e gli oltre 300 insegnanti che annualmente sono ospiti del Parco e dell’Associazione Vivere i Parchi. Lo chiedono le Associazioni di impegno sociale come “Associazione Nazionale ciechi ipovedenti” e Centro di ricerche di immunopatologia e documentazione su malattie rare, lo chiede la Direzione integrata della prevenzione dell’ASLTO4, lo chiede l’associazione soci COOP, lo chiede la fondazione della Banca d’Alba e del Canavese (ringrazio il suo Presidente Gianni Cucco che pur se in vacanza al mare ha voluto telefonarmi per testimoniare la sua solidarietà e presenza), tutti soggetti questi che operano e collaborano costantemente con l’Associazione Vivere i Parchi e il Parco.
 
Ma lo chiedono gli Istituti scolastici Martinetti e Ubertini che utilizzano costantemente il Parco e l’Associazione per far svolgere gli stage ai loro studenti; lo chiedono gli ornitologi, i tanti fotografi naturalisti che spesso sono vittime di furti e/o danneggiamenti, le centinaia di turisti di ogni week end e le migliaia di amici e contatti facebook della “pagina del Parco e dell’Associazione che hanno voluto sin da ieri manifestare tutto il loro sdegno ma anche il loro desiderio di aiuto; grazie anche a quei dipendenti del Servizio Parchi della Città Metropolitana che se pur in vacanza per il ponte hanno telefonato e scritto…
 
Ma un minimo di speranza e di futuro lo DOBBIAMO anche ai collaboratori dell’Associazione Vivere i Parchi ( Francesca, Marta, Sara, Roberta, Alessio, Stefano, Carlo, Matteo tanto per citarne alcuni ) per il loro tempo e professionalità che dedicano soprattutto alle attività didattiche. Tutti giovani laureati o in corso di laurea privi di lavoro e che nell’associazione e nel Parco hanno trovato gratificazione e pochi compensi...
 
Personalmente avevo deciso che con il 30/6/2015, data di scadenza del mio mandato, mi sarei ritirato complice sicuramente delusioni e amarezze di questo ultimo periodo…..ma con questo nuovo atto criminoso, pur con la rabbia, l’amarezza e l’incazzatura del momento, mi è tornata nuovamente la voglia di lottare e se non ci saranno le condizioni per farlo a fianco delle Istituzioni, lo farò, ancora con maggior forza a fianco dell’Associazione perché la politica dell’illegalità e della prepotenza non può vincere, non possiamo lasciare che un demente avanzo della società possa averla vinta».
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