CASO ROSBOCH - Le verità di Abbattista sull'assassinio di Gloria

| In un lungo interrogatorio, la madre di Gabriele ha ricostruito i suoi movimenti nella tragica giornata dell'omicidio. Senza risparmiare veleni ai suoi accusatori: «Mentono tutti»

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CASO ROSBOCH - Le verità di Abbattista sullassassinio di Gloria
Nuove rivelazioni sul caso Rosboch dopo le sei ore serrate di interrogatorio di Caterina Abbattista, la madre di Gabriele Defilippi, al Tribunale di Ivrea.

«Ridevano tranquilli, come dei bambini» ha ricordato la donna, parlando della sera dell’omicidio di Gloria Rosboch, quando rientrata a casa a Gassino aveva trovato il figlio in compagnia di Roberto Obert. I due avevano ucciso la professoressa di Castellamonte poche ore prima e ne avevano occultato il cadavere in una cisterna nelle campagne attorno a Rivara, ma secondo la donna si comportavano tranquillamente, come se non fosse successo nulla.

Incalzata dal procuratore capo Giuseppe Ferrando, durante l’udienza di ieri, martedì 10 aprile, la Abbatista ha ricostruito i suoi spostamenti di quel tragico giorno, il 13 gennaio del 2016, quando fu commesso l’omicidio.

Una giornata iniziata accompagnando Gabriele alla stazione di Rivarolo all’appuntamento con Obert: la sera prima il ragazzo era uscito di strada con la sua Fiat 500 ed era stato necessario chiamare il carro attrezzi per la rimozione. Intervento il cui costo era stato anticipato proprio da Obert. E il senso dell’incontro, alle 11.30 della mattina, era proprio quello di rimborsargli la somma anticipata.

«Lasciai Gabriele a Rivarolo, scambiai due chiacchiere con Roberto e poi me ne tornai a casa a Gassino. Dovevo organizzare la giornata del mio figlio più piccolo prima di ripartire per Ivrea per andare a lavorare», ha spiegato la donna, che cominciò il turno come operatrice sanitaria poco prima delle 15 e fece ritorno poi nella sua abitazione solo in tarda serata, verso mezzanotte.

Prima, però, alle 21, aveva ricevuto un messaggio sul suo cellulare. Era della cugina di Gloria e la informava che era sparita. «Le risposi che non ne sapevo nulla. Ed era la verità».

Rincasata, trovò i due amanti nella cucina della sua abitazione, a ridere e scherzare.

Secondo la sua ricostruzione dei fatti, non perse tempo e affrontò direttamente la questione, chiedendo conto ai due dei loro movimenti di quel giorno.

«Temevo che potessero avere a che fare con la scomparsa di Gloria per la questione della lettera dell’avvocato (quella relativa alla truffa da 187mila euro, ndr) ma loro negarono tutto. Io sospettavo che mi nascondessero qualcosa, ma mai più avrei potuto immaginare che l’avessero uccisa», ha commentato Abbattista, che poi non ha risparmiato veleni su Obert e sulla Rossignoli, la telefonista della truffa ai danni di Gloria.

«Roberto mi fa schifo. Sapevo che era gay, perchè me l’aveva presentato un infermiere mio collega, Angelo Longoni, con il quale faceva coppia da anni – ha specificato – Ma non avevo mai sospettato che potesse avere una relazione anche con mio figlio. Posso accettare una relazione omosessuale, ma non che un cinquantenne abbia rapporti con un ragazzo poco più che adolescente. Angelo lo sapeva, invece, però ha taciuto».

Anche su Efisia Rossignoli non ha usato mezzi termini. «E’ una bugiarda, ha raccontato su di me un sacco di frottole – ha sentenziato, non prima di aver lanciato accuse pesanti – Cosa posso dire poi di una donna che andava a spacciare portando con sè il figlio?».

E proprio in tema di droghe, ha negato di sapere che Gabriele ne facesse uso, ammettendo però di aver accettato di buon grado che da Castellamonte si fosse trasferito a Pinerolo «perchè si era avvicinato a giovani che fumavano spinelli, compagnie pericolose».

La questione sulla quale dovrà pronunciarsi la Corte d’Assise, alla luce delle rivelazioni e delle accuse di Caterina Abbattista, è se lei sia stata davvero la vittima del figlio che l’ha manipolata, o se invece sia addirittura l’istigatrice dell’omicidio, la mente dietro le progettate truffe ai danni di persone deboli, facilmente circuibili.

«Non si sta facendo un processo ai fatti, ma alla vita di una persona: l’udienza di oggi ne è una prova. Così non va bene», ha criticato in aula l’avvocato Giampaolo Zancan, co-difensore insieme a Tommaso Levi. Durante il lungo interrogatorio, infatti, il pm ha scandagliato la vita della donna, facendo domande sul primo matrimonio, alla sua relazione successiva, sui rapporti con la Rossignoli, con la famiglia Rosboch e con Sofia Sabouh, l'ex-fidanzata di Gabriele e sua principale accusatrice.

Per Caterina Abbattista mentono tutti, perfino il figlio più piccolo, che aveva dichiarato di essere a conoscenza sia dell’esistenza di una pistola, sia del fatto che l’insegnante avesse fatto una brutta fine. «Non so perchè lo abbia detto, forse è stato condizionato dai media», ha liquidato la questione.

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