SANITA' - 4000 pazienti al Cap di Castellamonte

| Per l'Asl To4 d'Ivrea il Cap, il Centro di Assistenza Primaria, funziona a dovere. Si riducono anche gli accessi negli ospedali della zona

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SANITA - 4000 pazienti al Cap di Castellamonte
L'Asl To4 d'Ivrea ha diffuso i dati di accesso al Centro di Assistenza Primaria (Cap) dell'ex ospedale di Castellamonte, attivato, in via sperimentale, il 7 gennaio dell'anno scorso.  3.973 sono stati i passaggi complessivi al 31 dicembre scorso. Sono stati prenotati per una visita programmata 3.064 utenti (medicina d’iniziativa), convocati da parte del personale amministrativo del Centro su indicazione del loro medico di famiglia. Di questi, 2.834 si sono presentati. L’adesione alla convocazione è, quindi, stata del 92%. I liberi accessi (medicina d’attesa) sono stati 1.139, il 29% degli accessi totali.
 
«L’avvio del Cap ha rappresentato un importantissimo risultato - riferisce Flavio Boraso, direttore generale dell'Asl - raggiunto con la collaborazione dei medici di famiglia, che è potuto diventare una realtà in seguito alla riconversione dell’ospedale di Castellamonte. I primi risultati confermano la sua valenza strategica per il nostro territorio. Abbiamo perseguito con determinazione la realizzazione di una scelta che nasce dall’idea forte che i cittadini abbiano una sede territoriale di riferimento alla quale rivolgersi in ogni momento della giornata».
 
Nella fase sperimentale l’attività è stata dedicata alla gestione delle persone affette da patologie croniche (diabete, ipertensione, broncopneumopatia cronica ostruttiva, dolore cronico) e degli eventuali accessi per bassa complessità clinica acuta. In questa prima fase sono stati gestiti gli utenti residenti nell’area di Castellamonte del distretto di Cuorgnè, che conta circa 16400 assistiti, con la presenza di un medico di famiglia per 7 ore al giorno (dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19) dal lunedì al venerdì. Si sta, inoltre, completando il progetto con l’attivazione di una postazione di continuità assistenziale (ex guardia medica), che presumibilmente sarà operativa entro il primo trimestre 2015. Questa postazione, che servirà gli ambiti territoriali di Castellamonte e di Rivarolo, non si sostituirà, ma si aggiungerà a quella già esistente all’ospedale di Cuorgnè. Quest’ultima attualmente serve gli ambiti territoriali di Cuorgnè, di Castellamonte e di Rivarolo, ma poi manterrà la competenza sull’ambito cuorgnatese.
 
Un approfondimento merita l’ambulatorio infermieristico attivo all’interno del Cap. Qui la figura infermieristica si pone come facilitatore dell’accesso all’assistenza accogliendo e orientando ai servizi la persona assistita, intrattiene le relazioni organizzative tra servizi e professionisti, verifica l’adesione dell’utente al percorso di cura e alla terapia, gestisce programmi educativi e di supporto  all’auto-gestione da parte dell’utente e della sua famiglia. Nel corso del 2014 sono state effettuate 1.210 prestazioni infermieristiche: soprattutto medicazioni (920) e terapia iniettiva (218), con un andamento in netta crescita, ma anche elettrocardiogrammi (68), per i quali vi è la disponibilità di consulto da parte dello specialista cardiologo, e prelievi ematici (4), per i quali è previsto il referto in giornata.
 
«Il Cap di Castellamonte – prosegue il dottor Boraso – è una struttura in linea con le più recenti indicazioni regionali sulla riorganizzazione della rete ospedaliera piemontese. Offrendo, infatti, risposte a diversi bisogni di salute dei cittadini, soprattutto dei più fragili, perché affetti da patologie croniche, può contribuire a decongestionare le strutture ospedaliere».  
E’ stata condotta un’analisi, per ora limitata ai primi sei mesi del 2014, per valutare se l’attività del Cap abbia potuto prevenire i ricoveri ospedalieri, gli accessi in pronto soccorso e le prestazioni ambulatoriali. Rispetto al primo semestre dell’anno 2013, nel primo semestre della fase sperimentale dell’anno 2014 si evidenzia un significativo decremento dei ricoveri degli utenti seguiti a Castellamonte (riduzione da 160 a 115, pari al 23%). Importante, in particolare, la riduzione di quelli inerenti le patologie croniche, con un valore in decremento del 25%.
 
La valutazione dei dati di pronto soccorso evidenzia una riduzione complessiva di accessi (da 332 a 316, pari al 5%), con una riduzione di circa il 10% sui codici verdi, ma di un incremento del 3% dei codici gialli e di alcuni accessi in codice rosso, a evidenza di un seppur lieve incremento dell’appropriatezza di utilizzo dell’area dell’emergenza. L’analisi del consumo delle prestazioni ambulatoriali sottolinea, invece, un incremento relativo sia all’area specialistica (visite da 3.502 a 4.216, pari al 20%) sia all’area diagnostica (prestazioni da 19.235 a 27.611, pari al 44%). «Visto l’esito positivo della fase sperimentale – aggiunge il dottor Boraso – stiamo definendo le azioni organizzative necessarie per estendere il servizio a tutta la popolazione del distretto di Cuorgnè, con la presenza di due medici di famiglia per sette ore al giorno. Si tratta, infatti, - conclude il dottor Boraso – di un territorio particolarmente complesso rispetto alle comunicazioni e alle distanze delle persone dai servizi e in tali realtà risulta importante portare i servizi delle cure primarie il più vicino possibile alla comunità, per poter rispondere al meglio alle necessità del cittadino».
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