CASTELLAMONTE - La mamma di Gloria Rosboch non si arrende: oggi è stata sentita in procura a Torino

| La procura di Torino e quella di Ivrea stanno mettendo insieme i pezzi per ricostruire la vicenda. Per fare luce sulla truffa che, in un modo o nell'altro, ha avuto sicuramente ampie ripercussioni sulla vita della professoressa

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CASTELLAMONTE - La mamma di Gloria Rosboch non si arrende: oggi è stata sentita in procura a Torino
Mamma Marisa è una donna tutta d'un pezzo. Coriacea, testarda, canavesana al cento per cento. Non ha intenzione di arrendersi. Per lei, la figlia Gloria Rosboch, 49 anni, non è andata via di casa volontariamente e nemmeno si è suicidata. Qualcuno le ha fatto fare una brutta, bruttissima fine. Marisa More, questo, lo ha ripetuto oggi anche al sostituto procuratore Cristina Bianconi della procura di Torino che l'ha sentita per tre ore come persona informata sui fatti. L'indagine è quella relativa alla truffa da 187 mila euro che la donna aveva subito, un anno e mezzo fa, dall'ex allievo Gabriele D., 22 anni.
 
La procura di Torino e quella di Ivrea stanno mettendo insieme i pezzi per ricostruire la vicenda. Per fare luce sulla truffa che, in un modo o nell'altro, ha avuto sicuramente ampie ripercussioni sulla vita della professoressa di Castellamonte. Un legame che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire passo dopo passo. I due fascicoli d'indagine viaggiano fin qui su due binari paralleli. Ovviamente, con la scomparsa della professoressa (che a fine settembre ha denunciato l'ex allievo) l'indagine per la truffa ha subito una brusca accelerazione. In fondo, mamma Marisa chiede solo un po' di giustizia: vuole sapere che fine ha fatto la sua unica figlia. Dalla sua, ha un'incredibile forza d'animo che in queste tre settimane di dramma, l'ha sostenuta anche nei momenti peggiori, impedendole di crollare.
 
«Ho poche speranze che sia ancora viva - ripete la mamma ormai da settimane - dal giorno in cui è scomparsa io l'ho sempre pensata morta. Per me è da allora che non c'è più. Certo che spero che un giorno suoni il campanello per dirmi “sono qui”. In questo momento non voglio nemmeno pensare a quei soldi. Ormai sono persi. Quelli proprio non mi interessano. Vorrei solo sapere qualcosa di mia figlia perché lei vale di più». Del caso, ormai, ne parla tutta Italia. Le tv nazionali, infatti, mantengono i riflettori su questo assurdo dramma. Riflettori che, nel bene o nel male, hanno avuto il pregio di mantenere alta anche l'attenzione degli investigatori. L'auspicio è che, presto, arrivino novità determinanti per chiudere il caso. 
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