CHIAVERANO - Termina il campo di volontariato di Legambiente

| I campi svolgono un ruolo attivo per riqualificare e valorizzare i territori e le peculiarità culturali e la bellezza che esprimono

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CHIAVERANO - Termina il campo di volontariato di Legambiente
Con la festa di chiusura, prevista mercoledì 3 alle 19 presso la rotonda di Chiaverano, e una cena multietnica cucinata dagli stessi volontari si chiude anche quest’anno il campo di volontariato di Legambiente. Un campo di volontariato è una breve esperienza di vita nella quale si offre ai partecipanti la possibilità di impiegare parte del proprio tempo libero in attività utili in luoghi preziosi dal punto di vista naturalistico e storico-culturale.  I campi svolgono un ruolo attivo per riqualificare e valorizzare i territori e le peculiarità culturali e la bellezza che esprimono, per facilitare l’accoglienza, la solidarietà e la coesione sociale tra giovani provenienti da paesi e culture diverse:  un’occasione per conoscere persone che hanno condiviso la stessa scelta di volontariato, con le quali trascorrono 15 giorni, lavorando insieme, mangiando, dormendo e scoprendo le risorse del territorio in cui sono inseriti.
 
14 i giovani, tra i 18 e i 24 anni, coinvolti quest’anno, provenienti da tutto il mondo, dalla Turchia alla Russia, dalla Serbia alla Germania, dalla Corea alla Spagna, dalla Francia all’Italia. Coordinati da Martina e Beatrice, con l’aiuto di Camilla, Chiara e Simone e da altri volontari che hanno offerto la loro disponibilità di tempo nel seguire i lavori e nei momenti più ricreativi e culturali. I volontari del campo 2016 sono stati ospitati nella foresteria del Comune di Chiaverano che da anni sostiene i Workcamps legambientini. Il gruppo ha lavorato sodo, a testa bassa, sotto il caldo sole di questa estate, guidati da cittadini locali i giovani volontari hanno offerto un notevole contributo all’iniziativa di prevenzione, monitoraggio e mitigazione delle problematiche di dissesto del territorio, intrapresa dal Comune di Chiaveranocon azioni di pulizia nelle zone del territorio più fragili. 
 
Ma non solo lavoro, nel tempo libero sono state svolte attività come escursioni in montagna, partecipazione alle feste locali, gite al lago e lezioni di arrampicata su roccia: ottimi modi per conoscere meglio le ricchezze paesaggistiche della zona e per contribuire a creare un gruppo unito tra i volontari locali e quelli provenienti da altre realtà. I campi di volontariato sono anche questo. Far conoscere la bellezza delle aree montane, puntando sulla qualità ambientale e sulla valorizzazione delle tipicità locali, proponendo politiche di sviluppo sostenibile e di riconversione ecologica dell’economia. I volontari hanno vissuto la scoperta diretta degli ambienti montani, della biodiversità, ma anche delle culture che li abitano, attraverso escursioni e interventi di tutela, riqualificazione e valorizzazione.
 
Un’esperienza, quella dei campi, iniziata in Canavese nel 2005: 12 anni di accoglienza, centinaia di persone che sono arrivate in Canavese da tutto il mondo per mettere a disposizione del territorio e delle comunità, energie, lavoro e competenze. Ma anche una forma di aggregazione per i giovani locali che nel corso di tutto l’anno mantengono i contatti e si ritrovano per pianificare e organizzare l’accoglienza e il lavoro di altri giovani che arriveranno nell’estate successiva. «Un’esperienza che lascia un segno tangibile nei territori e nelle persone. Un campo di volontariato rappresenta una grande opportunità di arricchimento culturale e di apertura mentale, sia per i ragazzi che giungono da tutto il mondo, sia per la comunità locale: un investimento in rapporti umani che ogni anno dà i suoi frutti. Il volontariato è vissuto come scambio di energie umane, come amicizia e socializzazione, come scambio di culture diverse. Un grazie a tutti quelli che credono nella validità di questa iniziativa e hanno aiutato per la sua buona riuscita».
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