CUORGNÈ - «Longobardi a Belmonte»: la mostra sugli scavi archeologici dell'insediamento romano e altomedievale

| Attrezzi ed armi forgiate da un'antica fucina, aratri, esperimenti e nuove importanti scoperte archeologiche in mostra dal 12 dicembre

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CUORGNÈ - «Longobardi a Belmonte»: la mostra sugli scavi archeologici dellinsediamento romano e altomedievale
Un tuffo nella storia dei Longobardi fino all'arrivo del conquistatore Carlo Magno, grazie alla mostra “Longobardi a Belmonte”, che sarà visitabile a partire dal 12 dicembre 2019 presso il Museo Archeologico del Canavese a Cuorgnè.
 
La mostra, in particolare, si propone di svelare ai visitatori il grande patrimonio di storia e archeologia che, dopo tanti anni di studi, è emerso dal sito archeologico di Belmonte, appartenente ad un periodo che va dalla fondazione del castrum militare in età tardo-romana all’occupazione longobarda nell’ultimo quarto del VI secolo d.C., fino alla sua definitiva distruzione avvenuta nell’VIII secolo, con ogni probabilità a opera dei Franchi in quel fatidico anno 774 quando Carlo Magno conquistò il regno longobardo.
 
L’enorme struttura difensiva, costruita per garantire sicurezza alla strada pedemontana che collegava Ivrea con Susa e per respingere i continui assalti dei barbari d’oltralpe alle terre padane, nella sua massima espansione raggiunse le dimensioni di una piccola città con il muro di cortina che cingeva la sommità del colle il cui sviluppo superava abbondantemente un chilometro di lunghezza, cingendo oltre alle infrastrutture di carattere militare anche un abitato rustico organizzato in diversi nuclei.
 
Il riesame dell’immenso repertorio emerso, sottoposto anche ad una datazione al radiocarbonio e studiato sotto diversi punti di vista, ha condotto, tra l'altro, a nuove conclusioni e, soprattutto, a nuove scoperte, qualcuna nell'ambito delle dinamiche già note in merito al popolamento dell’Italia nord-occidentale tra età romana e altomedioevo e qualcuna clamorosa, che verrà presentata il giorno dell'inaugurazione. Tra i materiali in esposizione ci saranno gli attrezzi e le armi forgiati da un’antica fucina che operava nel castrum ma anche un particolate tipo di vomere d’aratro,introdotto in Italia proprio dai Longobardi e ritrovato a Belmonte in numerosi esemplari
Di fatto, il Museo Archeologico del Canavese ha realizzato una importante sperimentazione forgiando un vomere simile a quelli rinvenuti e costruendo l’aratro che lo montava, fino a sperimentarne l’uso.
 
I visitatori della mostra, inoltre,  potranno vedere un filmato che espone il risultato di un'altra sperimentazione, condotta dai ricercatori del Museo di Cuorgné, i quali hanno ricostruito l’aratro e il giogo le cui parti in ferro compaiono tra i reperti altomedievali di Belmonte.
 
L'inaugurazione della mostra, realizzata grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, i Musei Reali di Torino e il Museo Archeologico del Canavese di Cuorgné, è prevista per giovedì 12 dicembre 2019 alle ore 17:30 con la presenza del Soprintendente arch. Luisa Papotti, della dr.ssa Gabriella Pantò direttrice del Museo di Antichità di Torino e di Marco Cima che ha intensamente lavorato per l' organizzazione dell’evento. Ad accompagnare la mostra un ricco volume con circa 300 illustrazioni che presenta al pubblico sia i reperti provenienti dagli scavi, sia i risultati degli studi condotti da 14 specialisti. La mostra sarà visibile fino al 29 maggio 2020 dal lunedì a venerdì dalle ore 9:00 alle ore 17:00 e il secondo sabato di ogni mese dalle 14:30 alle 18:00. (L.r.)
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