CUORGNE' - 40 anni fa, la 'ndrangheta sequestrò e uccise Mario Ceretto - FOTO

| Era la fine di maggio del 1975: l'imprenditore è probabilmente il primo canavesano ucciso barbaramente dalla mafia

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CUORGNE - 40 anni fa, la ndrangheta sequestrò e uccise Mario Ceretto - FOTO
Quarant'anni fa, Mario Ceretto, imprenditore di Cuorgnè viene rapito e ucciso. E' il primo omicidio di mafia in Canavese anche se, ovviamente, questo lo si scoprirà molto più tardi. Una storia tragica. Che inizia la sera del 23 maggio 1975. Mario Ceretto ha 46 anni. E' molto conosciuto in tutta la zona perché è cotitolare di due fornaci per laterizi, di un'azienda di arredamento e di un negozio storico di Cuorgnè. In totale ha una trentina di dipendenti. Giovedì 22 maggio, intorno le 22, Ceretto esce di casa. E, come racconta la moglie ai carabinieri, «Mi ha detto che sarebbe rincasato piuttosto tardi. Doveva incontrare alcuni amici, per discutere dei suoi impegni di politica e per lavoro. Mi sono accorta della sua scomparsa verso le 8 di mattina, quando stavo per accompagnare le figlie a scuola».
 
Sparito nel nulla. Verrà trovato morto cinque giorni più tardi, in una cascina a Orbassano, con la testa spaccata a pietrate. Per l’omicidio vengono imputati, insieme ad altri, Giovanni Cageggi (padre di Matteo Cageggi, militante del gruppo terroristico Prima linea, che morirà nel 1979 in uno scontro a fuoco con la polizia) e Rocco Lo Presti, già allora indicato come “presunto boss mafioso della Valle di Susa”. Il processo di primo grado si conclude nel 1978 con il proscioglimento, mentre in appello Lo Presti viene riconosciuto colpevole e condannato a 26 anni di reclusione. La Cassazione però rinvia, per irregolarità, gli atti alla Corte d’appello di Genova e il giudizio si conclude con un’assoluzione per insufficienza di prove nel dicembre 1982.
 
Nessun colpevole, insomma, per il sequestro e per il successivo omicidio. Che fosse un delitto di 'ndrangheta, in realtà, lo si capì solo a partire dal 1985, quando il tribunale di Locri condannò diversi componenti della cosca Ruga-Musitano-Aquilino, considerata responsabile di decine e decine di sequestri di persona operati in Calabria e in tutta Italia. Tra questi, quello del re delle pellicce di Pavia, Ravizza, dell'imprenditore pavese Bortolotti e del cuorgnatese Mario Ceretto.
 
Sabato scorso, sul quotidiano La Stampa, la moglie e le figlie lo hanno ricordato con un necrologio (che trovate qui sotto nella fotogallery) decisamente eloquente.
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