CUORGNE' - Intitolata la piazza a Federico Botto - FOTO

| Un ricordo dell'amministrazione comunale cuorgnatese per l'imprenditore titolare dell'omonima azienda

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Intitolazione ufficiale, questa mattina, per la piazza dedicata all'imprenditore Federico Botto. L'inaugurazione, alla presenza dei discendenti, è stata fortemente voluta dall'amministrazione in occasione di Florarte ed era stata annunciata qualche mese fa in consiglio comunale. Federico Botto nasce a Torino il 18 novembre del 1872 in una numerosa famiglia di origine biellese. Il padre era titolare di un’avviata attività di vendita di generi coloniali con negozio a Torino in via Milano, nei pressi dello storico mercato di Porta Palazzo. Federico è l’ultimo degli 11 fratelli.
 
Compie gli studi obbligatori a Torino, lavorando operosamente nel negozio paterno. Alla chiamata di leva presta il servizio militare nella caserma di Cuorgnè. Concluso il servizio di leva, nel 1895 trova lavoro a Cuorgnè come operaio presso le “Officine Meccaniche Chiantelassa e Gaddò”. Durante il suo soggiorno cuorgnatese conosce Maria Carbonatto di Valperga che sposa pochi anni dopo, nel 1897. Nel 1899 nasce il loro primo figlio Giuseppe a cui seguono Manfredo nel 1900 ed Attilio nel 1902.
 
Nell’anno di nascita del loro primogenito, unitamente ad altri cuorgnatesi, si reca con la famiglia in Romania per lavorare presso le Regie Ferrovie di Bucarest ed in tale città nasce Manfredo. Nel 1901 rientra a Cuorgnè dove acquista un terreno in Corso Principi di Piemonte, la principale direttrice cittadina, su cui costruisce la propria abitazione e l’officina sottostante. Nella stessa casa, al numero civico 16 dell’attuale Via Torino, abitano tuttora i suoi discendenti. Inizialmente la produzione della “Botto Federico” riguardava fonderia di metalli e lavorazione meccanica di particolari per l’agricoltura. 
 
In parallelo anche una curiosa produzione di stampi per caramelle. Con la nascita dell’industria automobilistica a Torino, tale produzione viene convertita in fabbricazione di bronzine per motori per le nuove automobili (Fiat in primis). L’azienda cresce rapidamente contemporaneamente alla diffusione del nuovo mezzo di trasporto ed acquista nuovi clienti produttori di automobili. Per tale attività imprenditoriale, Federico Botto (che aveva contribuito attivamente anche all’industria bellica durante il primo conflitto mondiale) viene insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro nel 1919.
 
La fabbrica diviene un punto fermo per la Città di Cuorgnè, impiegando maestranze sia cuorgnatesi che provenienti dai paesi limitrofi ed offrendo formazione ed opportunità di crescita professionale e personale a molte famiglie canavesane. Federico si distingue inoltre per generose elargizioni al Comune che consentono la creazione dell’asilo cittadino e di altri servizi alla popolazione. Il 20 agosto 1924 muore improvvisamente, lasciando la conduzione dell’azienda in mano ai figli che proseguono con successo l’attività incrementandola fino alla seconda metà del XX secolo. Riposa nel cimitero locale nella tomba di famiglia da lui stesso fatta edificare ed adornata da maestri artigiani canavesani.
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