DUE CITTA' AL CINEMA - Si comincia con «La mafia uccide solo d’estate» - GUARDA IL TRAILER

| Martedì alle 21.30 al cinema «Margherita» di Cuorgnè, l'appuntamento con la terza fase della rassegna cinematografica. Si comincia con il film rivelazione di «Pif». La recensione in anteprima di Santho Iorio

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DUE CITTA AL CINEMA - Si comincia con «La mafia uccide solo d’estate» - GUARDA IL TRAILER
L’ex iena Pif, esordisce dietro la macchina da presa con «La mafia uccide solo d’estate» , presentato al «Torino Film Festival» che si aggiudica il premio del pubblico. «Un giorno mi sono fermato e mi sono guardato indietro. E lì, è nata la domanda: ma come è possibile che a Palermo la mafia entrasse così prepotentemente nella vita delle persone e che in pochi dicessero qualcosa?».
 
Pif, a questa domanda, prova a dare una risposta in maniera sarcastica, ma anche toccante. La mafia, in un modo o nell’altro,  ha sempre influenzato la vita di tutti a Palermo. E’ una città in cui la “cultura della mafia” si va formando pian piano ma in modo esponenziale, senza che nemmeno i cittadini se ne rendano ben conto. 
 
La mafia uccide il maresciallo Attilio Bonincontro, ma in una macelleria si vocifera: “Ma quale mafia e mafia! Secunnu mia è tutta ‘na questione di fimmini”. La mafia uccide il brigadiere Filadelfo Aparo, ma dal barbiere  si vocifera:  “Ma quale mafia e mafia! A me una persona che lo conosceva mi ha detto che ‘nquitò una femmina che non doveva ‘nquitare” (disturbare, ndr). La mafia uccide il giornalista Mario Francese, ma in un bar si vocifera: “Era bravo Francese. Però gli piacevano un po’ troppo le gonnelle. Quelle degli altri.”
 
Arturo (Pif) è un bambino, e come tutti i bambini, si fida ciecamente di quello che dicono gli adulti: ascolta anche lui quella frase in macelleria, quella detta dal barbiere e quella chiacchierata al bar. E sono proprio tutte queste frasi che lo fanno convincere di una cosa: che non bisogna dichiararsi, figuriamoci innamorarsi. Perché se lo fai, la mafia ti prende e ti ammazza. Purtroppo in classe di Arturo, c’è una bellissima  bambina che gli piace: si chiama Flora (Cristiana Capotondi).
A fare da sfondo a questa storia d’amore, che dalle elementari arriva fino all’età adulta dei due, ci sono gli avvenimenti di mafia degli anni ‘80:  tra tutti anche l’assassinio del giudice Rocco Chinnici, che nel film abita nello stesso stabile di Flora, e sa della storia d’amore tra i due ragazzi. 
 
La bellezza del film è tutta nell’unione  armoniosa tra realtà e finzione, come avviene nelle scene realmente accadute che -messe nel contesto del film- sembrano  inventate ed invece…  Davvero esistite, si pensi alla  dichiarazione  resa da Giulio Andreotti sul perché non andò al funerale del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa: “Preferisco andare ai battesimi piuttosto che ai funerali”. “La mafia uccide solo d’estate” è una delle operazioni più riuscite e intelligenti fatte dal cinema italiano negli ultimi anni perché ci aiuta a solidificare la memoria e a renderla indistruttibile, attraverso un film, con un sorriso.
 
Alla serata di Cuorgnè sarà presente il presidio «Luigi Ioculano» di Libera.
 
LA SCHEDA
Regia: Pierfrancesco Diliberto – PIF
Nazionalità: Italia 2013
Genere: Drammatico
Interpreti: Cristiana Capotondi (Flora), Pierfrancesco Diliberto «Pif» (Arturo), Ginevra Antona (Flora bambina),Alex Bisconti (Arturo bambino) Claudio Gioè (Johnny), Ninni Bruschetta  (Fra Giacinto), Barbara Tabita (Maria Pia),Rosario Lisma (Lorenzo)
Durata: 90 minuti 
 
Pierfrancesco Diliberto, in arte «Pif» (Palermo, Italia, 1972), si è avvicinato al mondo del cinema lavorando nella produzione di “Un tè con Mussolini” (1998) di Franco Zeffirelli e “I cento passi” (1999) di Marco Tullio Giordana. Nel frattempo, dopo aver vinto un concorso per autori televisivi di Mediaset nel 1998, ha iniziato a scrivere per la televisione e per  “Le Iene2, di cui è diventato inviato. Dal 2007 ha iniziato a lavorare al programma di Mtv Il testimone e nel 2012, in occasione del ventesimo anniversario dalla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha scritto il racconto “Sarà stata una fuga di gas”, pubblicato nella raccolta “Dove eravamo”. Vent’anni dopo Capaci e via D’Amelio. “La mafia uccide solo d’estate” è il suo primo film da regista.
 
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