FAVRIA - Arrestato per estorsione diventa pentito antimafia

| Nicodemo Ciccia, dal carcere, decide di collaborare contro l'ndrangheta

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FAVRIA - Arrestato per estorsione diventa pentito antimafia
Colpo di scena nell'ambito dell'operazione «Minotauro» contro l'ndrangheta. Uno degli affiliati della locale di Cuorgnè, Nicodemo Ciccia, residente a Favria, dopo l'ennesimo arresto per estorsione (avvenuto ai primi di settembre a cura dei carabinieri di Torino) ha deciso di diventare un collaboratore di giustizia. I pubblici ministeri Roberto Sparagna, Monica Abbatecola e Giuseppe Riccaboni lo hanno interrogato ripetutamente nei giorni scorsi per poter utilizzare le sue dichiarazioni nel corso del processo Minotauro che riprenderà la prossima settimana.

Ciccia, arrestato nel 2011 proprio nell’ambito dell'inchiesta Minotauro, era uscito con un patteggiamento ad un anno e 11 mesi. Il 6 settembre è ritornato in carcere per un’estorsione ad un imprenditore canavesano, M.A., 59 anni. Lo ha rapinato in casa (bottino di circa 15 mila euro) poi gli ha chiesto 200 mila euro. La vittima, ovviamente, non ha ceduto al ricatto. Ha così dovuto subire ricatti, minacce e un misterioso incendio a uno dei suoi capannoni. Solo allora ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. Ciccia è finito in manette mentre, con altri due complici, stava per incassare i soldi dell'estorsione.

Nicodemo Ciccia, classe 1971 (proprio oggi, 12 ottobre, compie gli anni), affiliato all'ndrangheta con la dote di Vangelo, ha fatto parte della struttura locale di Cuorgnè, uomo di fiducia di Bruno Iaria. Era soprannominato "Nicareddu".

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