INCHIESTA - Stipendi record agli amministratori di Gtt e Amiat: danno erariale per 895 mila euro

| La Guardia di Finanza di Torino ha eseguito un’indagine sui compensi attribuiti agli amministratori delegati di due società interamente partecipate dal Comune di Torino

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INCHIESTA - Stipendi record agli amministratori di Gtt e Amiat: danno erariale per 895 mila euro
La Guardia di Finanza di Torino ha eseguito un’indagine sui compensi attribuiti agli amministratori delegati di due società interamente partecipate dal Comune di Torino, Gtt (Gruppo Torinese Trasporti) e Amiat (l'azienda che si occupa della raccolta rifiuti) in violazione alle disposizioni di finanza pubblica introdotte dalla legge finanziaria per l’anno 2007, che avevano limitato gli emolumenti degli amministratori di società partecipate, ponendo un tetto massimo parametrato al compenso percepito dal sindaco del Comune di Torino.
 
I Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria Torino, attraverso l’acquisizione di documenti, l’audizione di persone informate e l’analisi della normativa di riferimento, hanno individuato una situazione di danno alla finanza pubblica complessivamente pari a 895.000 euro. In particolare, nei confronti di un amministratore delegato di una delle due aziende partecipate dal Comune, è stato verificato come, a fronte di una riduzione degli emolumenti a lui dovuti da parte dell’assemblea dei soci, in ottemperanza ai predetti limiti di legge, fosse stata proposta nell’assemblea degli azionisti e successivamente disposta in consiglio di amministrazione, un’integrazione dello stesso compenso attraverso l’assegnazione al medesimo amministratore delegato di funzioni dirigenziali e la creazione di un’apposita direzione, così da garantire una retribuzione addirittura superiore a quella percepita fino a quel momento. E' il caso di Maurizio Magnabosco, amministratore delegato di Amiat.
 
Nella seconda azienda partecipata, invece, all’amministratore delegato è stato conferito un incarico professionale biennale, successivamente convertito, con decreto a firma del sindaco di Torino, in nomina triennale a consigliere e amministratore delegato dell’azienda partecipata. Durante tale incarico, il consiglio di amministrazione aziendale ha deliberato di affidargli un contratto di consulenza di due anni, con tacito rinnovo alla scadenza di ulteriori 12 mesi, il cui compenso è stato maggiorato del 15% per spese generali. L’affidamento dell’incarico non è stato preceduto da nessuna prova selettiva, nessuna verifica interna sull’effettiva necessità dello stesso, né da alcun riscontro della eventuale presenza di professionalità interne. La verifica dell’ammontare dei compensi percepiti ha messo in luce come, direttamente o indirettamente, fossero stati attribuiti all’amministratore delegato dell’azienda partecipata dal Comune importi di gran lunga superiori rispetto a quello spettante al sindaco della Città di Torino. Questo è il caso dell'amministratore delegato della Gtt, Roberto Barbieri, oggi amministratore delegato della Sagat, la società che gestisce l'aeroporto di Caselle. 
 
Il danno conseguente ai compensi indebitamente erogati nei confronti dei due amministratori delegati, per gli anni 2011-2012 e 2011-2013, ammonta rispettivamente ad 323.000 euro e 572.000 euro. Gli accertamenti svolti hanno consentito di individuare una pluralità di soggetti che hanno concorso, con condotte diversificate, al compimento dei fatti che hanno arrecato il danno erariale. A seguito delle risultanze investigative di polizia erariale, le due società partecipate e lo stesso Comune di Torino hanno subìto un danno patrimoniale pari a 895.000 euro, imputabile a dodici persone.
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