MONTAGNA - 2015 da record per il soccorso alpino: 1120 missioni di salvataggio

| Le cause degli incidenti rimangono costanti con circa il 36% di cadute, il 12 % di malori e l’11% di perdita dell’orientamento. La maggior parte dei soccorsi viene portata a persone che praticano l’escursionismo

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MONTAGNA - 2015 da record per il soccorso alpino: 1120 missioni di salvataggio
Per tracciare un bilancio dell’attività condotta nel 2015 dal Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese possiamo partire dalla prima maglia della catena dei soccorsi, la centrale operativa, che ha registrato 1633 richieste con un aumento del 10% rispetto al 2014. Si tratta di una tendenza che potremmo definire fisiologica poiché in linea con gli incrementi registrati su base quinquennale. A ciò corrisponde anche un aumento significativo degli interventi risolti in gestione, cioè direttamente dall’operatore di centrale per via telefonica che nel 2015 sono stati 513 contro i 366 del 2014. L’esempio classico è quello dell’escursionista smarrito a cui alcune semplici indicazioni date a voce consentono di ritrovare il sentiero. 
 
Passando alla fase successiva della complessa macchina dei soccorsi, nel 2015 le missioni di soccorso effettuate sono state 1120 (+10% rispetto al 2014) e le persone soccorse sono state 1374 (+11% rispetto al 2014). Si tratta di un incremento dovuto probabilmente a condizioni meteorologiche più favorevoli alle attività in montagna che hanno condotto un maggior numero di persone a infortunarsi. Un altro dato significativo riguarda la ripartizione degli interventi tra quelli effettuati con elisoccorso (71%) e quelli effettuati con squadre a terra (29%). Rispetto al 2014 in cui rappresentavano rispettivamente il 63% e il 37%, vi è stato un sensibile incremento nell’utilizzo dell’elicottero motivato evidentemente da migliori condizioni meteorologiche. Dal punto di vista delle persone soccorse, il 54% è stato recuperato dall’elicottero mentre il 46% dalle squadre a terra. 
 
Per quanto riguarda il dettaglio degli eventi, si segnala un incremento delle ricerche (276 nel 2015 contro 182 nel 2014) a cui, però, non fa seguito un aumento delle vittime (15 morti e 3 dispersi nel 2015 contro 14 morti e 4 dispersi nel 2014). Sono diminuiti i soccorsi su valanga (13 nel 2015 contro 18 nel 2014) a fronte di un lieve incremento delle vittime (6 nel 2015 contro 5 nel 2014). Nella ripartizione della gravità degli infortuni è importante sottolineare che la maggior parte delle persone recuperate sono illesi (38,7%) mentre i deceduti rappresentano il 6%. 
 
Rispetto all’anno precedente sono aumentati in valore assoluto i decessi (82 nel 2015 contro 72 nel 2014) e gli infortuni gravi (47 nel 2015 contro 26 nel 2014). Le cause degli incidenti rimangono costanti con circa il 36% di cadute, il 12 % di malori e l’11% di perdita dell’orientamento. La maggior parte dei soccorsi viene portata a persone che praticano l’escursionismo (33%) e, in generale, il 95% delle persone soccorse sono impegnate in attività del tempo libero contro il 5% che si sono infortunate lavorando o risiedendo in montagna.
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