MONTAGNA - Attenti al lupo? Attenti a chi gli vuole sparare...

| Oggi, 3 marzo, si è celebrato in tutto il mondo il «World Wildlife Day», la giornata dedicata dall'ONU alla fauna selvatica. WWF Italia ha dedicato la giornata al Lupo, simbolo delle Alpi adesso in grave pericolo

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MONTAGNA - Attenti al lupo? Attenti a chi gli vuole sparare...
Oggi, 3 marzo, si è celebrato in tutto il mondo il «World Wildlife Day», la giornata dedicata dall'ONU alla fauna selvatica. Quest’anno il tema lanciato dalle Nazioni Unite è “Il futuro delle specie selvatiche è nelle nostre mani” . Uno slogan quanto mai appropriato, secondo il WWF Italia, da dedicare al lupo, simbolo della ripresa dei grandi carnivori in Europa e principale vittima di rinascenti moderni “lupari” lungo il Vecchio Continente. Il WWF, infatti, giudica l’incombente Piano di gestione proposto dal Ministero dell’Ambiente,  ancora in discussione e che prevede l’applicazione della deroga alla tutela della specie consentendo l’abbattimento di Stato’ fino a 60 lupi l’anno,  una soluzione  non efficace e pericolosa,  frutto delle pressioni di una componente minoritaria della società e dello stesso mondo agricolo. Gli abbattimenti legali vengono proposti oggi solo per soddisfare le richieste provenienti da zone del Paese dove il lupo era stato sterminato e dove ora la conflittualità con questa specie, protetta dalle leggi nazionali, è crescente . 
 
Per il WWF il lupo è una specie straordinaria che appartiene alla nostra cultura e che ha un indiscutibile ruolo nel mantenimento di ecosistemi sani e ricchi. Il lupo è diventato anche fonte di reddito per un ecoturismo che vede nella valorizzazione delle risorse naturali e nell’esperienza diretta dei luoghi ad alto valore di biodiversità  una chiave di successo sempre più apprezzata. Nella realtà spagnola, ad esempio, è stato calcolato economicamente il beneficio che il turismo riceve direttamente dalla presenza del lupo: in 20 anni nell’area montuosa della Culebra l’effetto-lupo per gli ospiti delle strutture ricettive locali vale il 50% , in alcuni casi fino all’80%, del fattore di attrattiva turistica.
 
Anche in Italia sono nate realtà eco-turistiche legate al lupo, ma nonostante ciò la specie è vittima non solo di bracconieri, che ne eliminano circa 300 all’anno solo in Italia, ma anche di una nuova e profonda disinformazione, determinata dall’immobilismo delle istituzioni rispetto all’ormai consolidato fenomeno della ricolonizzazione dell’areale da parte del predatore. Dunque, la scelta di abbattere ‘per legge’ derogando alle normative di tutela è una resa incondizionata a pochi interessi locali e soprattutto è il riconoscimento del fallimento del precedente Piano di gestione del Lupo, mai applicato fino in fondo e con il quale si sarebbero dovute mettere in atto iniziative di prevenzione degli attacchi al bestiame, controllo, informazione ed educazione. Decidere di uccidere anche un solo lupo è un pessimo salto culturale nel passato che  esporrebbe questa specie ad ulteriori minacce da parte dei bracconieri e anche un rischio di aumento dei danni al bestiame. 
 
Per salvare il lupo dagli ‘abbattimenti di Stato’  il WWF ha lanciato  la Petizione #soslupo  rivolta al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e al Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Stefano Bonaccini, in cui si chiede di cancellare dal nuovo Piano per la conservazione e gestione del lupo l’ipotesi di uccisioni in deroga alle norme di tutela e di mettere in pratica tutte le soluzioni possibili per una convivenza con la specie. 
 
Potete leggere (e firmare) la petizione CLICCANDO QUI
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