'NDRANGHETA - Un altro duro colpo alla criminalità organizzata

| Venti arresti e sequestri per 15 milioni di euro in provincia di Torino da parte dei carabinieri del Ros

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NDRANGHETA - Un altro duro colpo alla criminalità organizzata
Questa mattina i carabinieri del Ros e dei comandi provinciali di Torino, Milano, Novara, Savona, Catanzaro e Crotone, coordinati dalla Procura della Repubblica e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 persone indagate, a vario titolo, per associazione mafiosa in quanto appartenenti ad un sodalizio di matrice ‘ndranghetista, espressione in Piemonte della cosca Greco di San Mauro Marchesato (KR). La struttura criminale, individuata e colpita dagli odierni provvedimenti, è da tempo operativa in Piemonte e viene denominata, nel gergo delle organizzazioni calabresi “’ndrina distaccata di San Mauro Marchesato”. 
 
Ai vertici dell’’ndrina Mario Audia e Domenica Greco, in stretto collegamento con analoghe strutture ‘ndranghetiste insediate in Piemonte: la locale di Volpiano ed il Crimine di Torino. Il sodalizio, dalle indagini, è risultato costantemente sottoposto alla supervisione del capocosca Angelo Greco di Venaria Reale. Le indagini sono durate tre anni. La connotazione mafiosa del gruppo criminale è emersa dal diffuso utilizzo del metodo intimidatorio quale mezzo per il conseguimento dei propri scopi, sia nelle attività apparentemente lecite sia nella commissione di delitti, in particolare estorsioni ed usura, che vedevano, tra gli autori, non solo aderenti al medesimo sodalizio, ma anche esponenti di altre entità criminali ‘ndranghetiste (come ad esempio l’attività estorsiva compiuta da Luigino Greco, Adolfo Crea e Giacomo Lo Surdo). 
 
Le attività di indagine hanno permesso di accertare un’altra delle condotte tipiche delle associazioni mafiose sul territorio di aderenza ossia l’offerta di “protezione” ad esercenti ed imprenditori che vi si rivolgono per risolvere contrasti con persone giudicate  pericolose o per scongiurare, rendendo nota la contiguità a tali famiglie, tentativi di estorsione o atti intimidatori. L’attività investigativa dei carabinieri ha documentato la progressiva infiltrazione della cosca crotonese nel tessuto economico ed imprenditoriale della Provincia di Torino, anche attraverso il sistematico ricorso alle minacce ed alle intimidazioni di tipo mafioso. 
 
Il gruppo criminale, molto attivo in campo imprenditoriale, si è interessato per l’acquisizione di commesse per lavori di movimento terra e per la realizzazione di opere pubbliche ed ha tentato, senza riuscirci, ad inserirsi nella filiera della Tav.  Le riunioni organizzate del gruppo si tenevano spesso, all’insaputa degli stessi titolari, all’interno di un noto concessionario d’auto di Torino. 
 
Nella mattinata odierna, si è quindi proceduto all’esecuzione della misura cautelare in carcere nei confronti di tutti gli indagati (ad esclusione di ARACRI Franco al momento detenuto in Germania) nonché al sequestro di 18 società; 145 immobili; 25 autovetture; 1 yacht; conti correnti; per un valore stimato di oltre 15 milioni di euro.
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