OMICIDIO DI GLORIA ROSBOCH - I carabinieri a caccia del quarto complice del delitto

| C'è un "vuoto" di sei ore tra il momento in cui i due assassini lavano la Renault Twingo con la quale hanno portato la Rosboch alla discarica di Rivara e quello in cui Gabriele Defilippi riaccende il telefono cellulare

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OMICIDIO DI GLORIA ROSBOCH - I carabinieri a caccia del quarto complice del delitto
Nell'omicidio di Gloria Rosboch spunta un quarto complice che avrebbe aiutato Gabriele Defilippi e Roberto Obert a portare a termine l'uccisione della povera professoressa di Castellamonte. E' quanto emerge dalle indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Torino. Il dubbio riguarda un "vuoto" di sei ore tra il momento in cui i due assassini lavano la Renault Twingo con la quale hanno portato la Rosboch alla discarica di Rivara e quello in cui Gabriele Defilippi riaccende il telefono cellulare, alle 21.54 del 13 gennaio scorso. 
 
Defilippi e Obert hanno raccontato agli inquirenti di essere rientrati a Gassino a casa del primo per cambiarsi gli abiti dopo l'omicidio e dopo di essere usciti per disperdere per tutta Torino i vestiti e gli accessori che portava la povera Gloria quel maledetto 13 gennaio. C'è qualcosa che non torna: secondo i carabinieri, se il racconto dei due fosse vero, Gabriele avrebbe dovuto rientrare a casa non più tardi delle 20. Invece ci sono quasi due ore di "sfasamento" che non convincono gli investigatori.
 
Se la terza persona coinvolta nel delitto, secondo i carabinieri, è la mamma di Gabriele (Caterina Abbattista, al momento sempre in carcere per concorso in omicidio), la quarta potrebbe essere un'amica o una conoscente di Gabriele. E i quattro potrebbero essersi visti la sera del 13 gennaio (dopo l'uccisione della professoressa Gloria) nella zona di Montalenghe, dove la cella della Tre ha rilevato il telefono cellulare di Caterina Abbattista. In tal senso i militari dell'Arma hanno già sentito diverse persone, compresi i genitori di Sofia S., una giovane marocchina residente a Romano Canavese sparita in Marocco subito dopo il delitto e non ancora rientrata in Italia. 
 
L'impressione è che nelle prossime ore le indagini potrebbero arrivare ad un'ulteriore svolta. I carabinieri del reparto investigativo di Torino, come si è appreso ieri, ascoltavano con le intercettazioni Gabriele e la madre già da qualche giorno prima dell'arresto. Questo ha permesso ai militari dell'Arma di fare passi da gigante nelle indagini, arrivando ai tre arresti di dieci giorni fa.
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