OMICIDIO RIVAROLO - Una settimana fa l'esecuzione di Pomatto: la caccia al killer continua - VIDEO

| I carabinieri stanno seguendo una pista ben precisa che riguarda ovviamente il passato di Pierpaolo Pomatto. E dire che il felettese aveva deciso di cambiare vita. L'assassino, a quanto pare, non ha avuto pietà

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OMICIDIO RIVAROLO - Una settimana fa lesecuzione di Pomatto: la caccia al killer continua - VIDEO
Una settimana fa, nelle campagne di Vesignano, su segnalazione di un passante, i carabinieri di Rivarolo Canavese hanno ritrovato il corpo senza vita di Pierpaolo Pomatto, 66 anni di Feletto. Giustiziato da un killer spietato che gli ha sparato alla nuca. Poi ha abbandonato delle banconote da 50 euro false attorno al corpo. Sono passati sette giorni dall'avvio delle indagini ma, come avevano preannunciato dalla procura di Ivrea, non sarebbe stato facile arrivare all'assassino. I carabinieri stanno seguendo una pista ben precisa che riguarda ovviamente il passato di Pierpaolo Pomatto. Per ora non trapela nulla. La soluzione del caso potrebbe essere vicina. Intanto non è ancora arrivato l'ok dalla procura per il funerale del felettese.
 
Il passato dell'uomo giustiziato a Rivarolo è ricco di precedenti. Spaccio di droga, truffa, estorsione, furto. Una storia complessa la sua. Nato il 6 giugno 1949 a Feletto, dove ha sempre abitato nella casa di famiglia di via Airali, nel 1971 ottiene il diploma di ragioniere. Salva un ragazzino che cade nell’Orco e diventa, in paese, una celebrità. Solo che non ha nessuna intenzione di lavorare nella panetteria dei genitori. Così inizia a frequentare personaggi pericolosi. A fine anni ’70 sfugge a un posto di blocco dei carabinieri di Rivarolo che sono costretti a sparare per fermarlo. Finisce in galera nel dicembre 1981, quando viene arrestato per spaccio di droga. Qualche mese dopo viene arrestato nel vercellese: secondo i carabinieri ha fornito armi alle Brigate Rosse. Condannato in primo grado, alla fine ne esce pulito: il testimone che lo accusa, infatti, non viene considerato attendibile. 
 
Alla morte del padre, vende la panetteria della famiglia di fronte al municipio di Feletto. Con quei soldi tira avanti per qualche anno, poi sperpera una fortuna in investimenti immobiliari sbagliati. Nel 1995, ruba insieme a un complice una statua della mostra della ceramica di Castellamonte. Vale 100 milioni di lire. Viene arrestato e condannato. Qualche anno dopo va a processo con altre sei persone per una serie di furti nelle chiese del Canavese. Nel 2009, alza il tiro e organizza una serie di estorsioni a imprenditori della zona. Anche qui finisce in manette. Esce nel 2013. 
 
Adotta due cani, opera come volontario del canile e riprende la passione per le motociclette. Cerca, per quanto possibile, di vivere lontano dai guai. Per un po’ riesce nell’impresa. C'è chi giura, a Feletto, che Pierpaolo avesse deciso di cambiare vita, di chiudere definitivamente con quel passato ingombrante, fatto di errori a volte non voluti. Non era una persona cattiva. In paese lo sanno tutti. Solo che il killer non ha avuto pietà.
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