RONCO - Soccorso alpino: un'altra missione compiuta

| Più di 50 persone impegnate nell'esercitazione congiunta del soccorso alpino del Piemonte e dell'Emilia

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RONCO - Soccorso alpino: unaltra missione compiuta
Più di cinquanta persone, sabato scorso, sono state impegnate nell’esercitazione congiunta di Ronco Canavese, tra il soccorso alpino speleologico piemontese e quello dell’Emilia Romagna. Con i volontari anche le unità cinofile da ricerca in superficie, personale della Provincia di Torino, volontari della croce rossa e dell'Aib di Pont Canavese. Interamente coordinata dalla commissione cartografica del soccorso alpino canavesano, l’esercitazione ha avuto lo scopo di testare “sul campo", migliorie per uniformare le tecniche di ricerca in ambiente montano, ostile e impervio, di una persona dispersa.

L'esercitazione si è sviluppata su più scenari, per utilizzare le competenze specifiche di ogni gruppo di tecnici e aumentarne l’integrazione: in mattinata, per esempio, essendo presenti nove unità cinofile e avendo a disposizione 6 squadre di terra, alcuni cinofili sono stati inseriti nelle squadre di terra, mentre i rimanenti turnavano su ricerche con un breve raggio di azione territoriale, ma molto impegnative per la complessità della situazione simulata dal figurante che si fingeva disperso. Man mano che le squadre rientravano, scaricavano i dati del Gps con le tracce delle zone bonificate, queste venivano verificate dai tecnici della commissione cartografica per far riuscire le squadre in altri territori da bonificare.

Nel tardo pomeriggio, la squadra 3, formata da tecnici sia piemontesi che dell'Emilia Romagna, giungeva sul target. Come da procedura si relazionava con base cartografica per decidere il tipo di recupero, organizzare i materiali da utilizzare e la quantità di squadre di supporto. L’evento, non solo ha visto coinvolto il soccorso alpino di due servizi regionali, ma ha potuto operare con l’appoggio dell’unità mobile complessa, in dotazione alla Provincia di Torino, che fornita di parabola satellitare, ha garantito, sia il funzionamento in modo autonomo, di server, telefonia, rete wireless, che un sistema di geolocalizzazione, in tempo reale, degli apparati radio in dotazione alle squadre operative.

La presenza di questo mezzo e dei suoi operatori, ha fatto si che si potesse assistere ad un brevissimo test sull'utilizzo di un drone, velivolo a controllo remoto, che la provincia di Torino ha messo a disposizione del soccorso alpino. Il drone, grazie alla ground station, permette di trasmettere le immagini in diretta, dando non solo la possibilità di pianificare le missioni, avendo le coordinate Gps, ma anche l’opportunità di scaricare la traccia area percorsa dal velivolo.

Grande soddisfazione, a fine giornata, per la proficua esperienza. Ora l’appuntamento è per la prossima esercitazione congiunta, magari in Emilia Romagna.

Immagini come sempre della dodicesima delegazione canavesana del soccorso alpino.

 

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