SANITA' - In Canavese l'Asl punta sull'Infermiere di Comunità

| I progetti sperimentali di Infermiere di Comunità che si stanno per attivare nei distretti saranno rivolti alle persone anziane

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SANITA - In Canavese lAsl punta sullInfermiere di Comunità
«Crediamo con forza che l’Infermiere di Comunità possa svolgere un ruolo strategico nella rete dei servizi sanitari perché è, in particolare, la nuova figura pensata per rispondere alle sfide che deve affrontare una moderna sanità pubblica per proteggere e promuovere la salute. Per questo vogliamo realizzare, in ciascun Distretto aziendale e nell’ambito della rete di cure primarie, un progetto sperimentale di Infermiere di Comunità». Così il direttore sanitario dell'Asl To4, Lorenzo Ardissone, in merito al nuovo progetto di assistenza sul territorio del Canavese.
 
Il “nuovo” Infermiere è colui che aiuta gli individui ad adattarsi alla malattia e alla disabilità cronica o nei momenti di stress, trascorrendo buona parte del suo tempo a lavorare al domicilio delle persone assistite, senza sovrapporsi o sostituirsi, ma integrandosi con i professionisti che già rivestono importanti funzioni territoriali quali i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e gli operatori delle cure domiciliari dei distretti.
 
L’obiettivo è quello di mantenere e migliorare nel tempo l’equilibrio o lo stato di salute della comunità, aiutandola a evitare le minacce alla salute o ad adattarvisi. Sotto il profilo organizzativo il modello prevede che l’Infermiere di Comunità sia responsabile di una comunità, sviluppando il collegamento tra servizio sanitario pubblico, enti locali, parrocchie, associazionismo, famiglie.
 
L’Infermiere di Comunità dovrebbe agire sostanzialmente nelle seguenti aree: prevenzione primaria, cioè riduzione dei fattori di rischio di malattia attraverso l’educazione sanitaria, per esempio, su dieta, uso di alcol e tabacco, attività fisica, riduzione dei fattori di rischio per incidenti domestici; prevenzione secondaria, attraverso la promozione di test ed esami mirati a diagnosticare precocemente le malattie; prevenzione terziaria, concetto che racchiude tutti gli interventi utili a evitare le riacutizzazioni di malattie croniche; interventi di assistenza infermieristica diretta in caso di necessità, per esempio contestuali alla visita programmata in accordo con i medici di famiglia e con gli operatori dei servizi di cure domiciliari dei distretti.
 
I progetti sperimentali di Infermiere di Comunità che si stanno per attivare nei Distretti aziendali saranno rivolti alle persone anziane con particolari fragilità. Il “nuovo” Infermiere svolgerà il ruolo di lettore e di interprete dei bisogni e di attivatore delle risorse sanitarie e sociali, ma anche di quelle dell’associazionismo e del volontariato presenti sul territorio.
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