SICUREZZA - A Porta Susa i 110 anni della Polizia Ferroviaria

| Stare in mezzo alla gente, sui treni e nelle stazioni, costituisce uno dei tratti distintivi della quotidianità di questa specialità della Polizia di Stato

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SICUREZZA - A Porta Susa i 110 anni della Polizia Ferroviaria
Venerdì alla stazione di Torino Porta Susa, con il concerto celebrativo, la polizia ferroviaria ha celebrato il 110° Anniversario della Fondazione. La PolFer svolge la propria attività in un preciso ambito specialistico, ma la sua operatività assume molteplici forme: dalla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica alla “prossimità”. Stare in mezzo alla gente, sui treni e nelle stazioni, costituisce uno dei tratti distintivi della quotidianità di questa specialità della Polizia di Stato che, grazie alla propria presenza sul territorio, rintraccia persone scomparse, in particolare minori e persone in stato confusionale, monitora il fenomeno dei migranti che si spostano in treno o si riversano nelle stazioni, si attiva affinché venga prestata assistenza alle persone disagiate che spesso finiscono per gravitare nelle stazioni, preserva l’incolumità delle persone che tentano il suicidio lungo la linea ferroviaria o imprudentemente attraversano i binari.

La quotidianità della Polizia Ferroviaria è fatta quindi di prevenzione e contrasto ai fenomeni delittuosi in ambito ferroviario, (i dati statistici nazionali parlano di un calo significativo rispetto al 2016 dei principali reati: -27% furti, -37% rapine, -5% aggressioni, -47% furti rame, -9% danneggiamenti). In questo quadro di risultati indubbiamente positivi, significativo è il contributo quotidiano fornito dal personale del Compartimento Polfer per il Piemonte e la Valle d’Aosta; basti pensare che le due regioni sono percorse da 1.900 chilometri di linea ferroviaria (a livello nazionale, la più lunga), sulla quale insistono ben 215 stazioni e viaggiano quotidianamente 895 treni passeggeri e circa 140 convogli merci.

Ogni giorno sono oltre 174.000 i viaggiatori che si servono del treno per i loro spostamenti e più di 250.000 le persone che, a vario titolo, frequentano le stazioni, divenute, specie quelle del capoluogo, dei veri e propri centri di aggregazione e ricreativi. In una realtà così estesa, la Polfer di Piemonte e Valle D’Aosta, da inizio anno, ha identificato 79.000 persone, di cui stranieri 28.392 e minori n.4.029, ha scortato n.8.980, ha effettuato n.66 arresti e denunciato n.755 persone.

Non meno importanti i riscontri ottenuti nel campo della Polizia di Prossimità che attestano l’attenzione e la vicinanza del Compartimento Polfer Piemonte e Valle d’Aosta a chi è in difficoltà. Un esempio per tutti le persone scomparse poi rintracciate che nel 2016 sono state 62, delle quali 53 minori. E ancora, l’aiuto a favore delle persone bisognose ed emarginate,  con interventi effettuati a fianco alle istituzioni impegnate nel sociale ed alle associazioni di volontariato, in un’opera quotidiana, silente ma non per questo meno encomiabile, perché prestata senza clamori ma con convinzione e consapevolezza, a favore delle vecchie e nuove povertà.

Sono in molti ad utilizzare il mezzo ferroviario per i propri spostamenti e tra questi cresce sempre di più il numero degli studenti che raggiungono gli istituti di istruzione in treno. Un contesto questo di forte rivalutazione delle stazioni ferroviarie nel quale la Polizia Ferroviaria si propone come punto di riferimento per i giovani e come un amico sul quale poter contare in caso di necessità.

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