TERRORE A BRUXELLES - «Sono salvo perché ero in ritardo. E' un miracolo poterlo raccontare»

| Parla Graziano Colacicco, 32 anni, ex assessore al bilancio del Comune di Favria e membro della giunta Filiberto a Feletto, che martedì mattina era a Bruxelles quando i terroristi dell'Isis hanno seminato morte e distruzione

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TERRORE A BRUXELLES - «Sono salvo perché ero in ritardo. E un miracolo poterlo raccontare»
Ha visto la morte in faccia, Graziano Colacicco, 32 anni, ex assessore al bilancio del Comune di Favria e membro della giunta Filiberto a Feletto, suo paese di residenza. Colacicco, arbitro di calcio della sezione Aia di Ivrea, martedì mattina era a Bruxelles quando sono esplose le bombe nella metropolitana. Stava scendendo da un pullman proprio di fronte alla fermata di Maalbeck  quando un boato ha fatto piombare la città belga nel caos. Poco prima, in aeroporto, due terroristi dell’Isis si erano appena fatti esplodere nella hall principale, seminando morte e devastazione.

«Ero in ritardo perché il bus è rimasto bloccato nel traffico – racconta – ed è un bene perché se fossi stato in orario, probabilmente mi sarei trovato dentro la stazione della metropolitana. Questione di minuti. Subito dopo il botto, appena sceso dal pullman, ho visto la gente che correva via. C’erano vetri in frantumi dappertutto, persone che urlavano disperate. Credo di aver sentito anche degli spari. Vedevo la gente uscire dalla stazione della metropolitana a ondate. A quel punto ho iniziato a correre». Colacicco da dicembre lavora al Parlamento europeo come assistente dell'onorevole Gianluca Buonanno (dopo una precedente esperienza a Bruxelles con l’ex sindaco di Rivarolo Canavese, Fabrizio Bertot).

Martedì mattina stava andando proprio negli uffici del parlamento. A causa del ritardo è rimasto imbottigliato nel traffico: in teoria sarebbe dovuto scendere per prendere la metro proprio dalla stazione di Maalbeck. «Non avevo ancora saputo delle esplosioni in aeroporto - racconta – quindi non potevo nemmeno immaginare quello che stava succedendo in città. Nessuno di quelli che erano con me sul pullman sapeva che cosa stava accadendo. E’ stato incredibile. Grazie a Dio mi è andata bene. Me la sono cavata senza nemmeno un graffio. Il pensiero va a tutti quelli che, purtroppo, non ce l’hanno fatta». Solo dopo ore il 32enne si è reso conto dell’accaduto. Dopo una corsa di diversi chilometri, Colacicco ha dovuto affidarsi alle cure degli infermieri del parlamento europeo.

«Ero sconvolto. Mi hanno dato un calmante perché sono arrivato in stato di shock. Solo verso le due del pomeriggio i medici mi hanno lasciato andare». Il felettese, nella tarda mattinata di martedì, seppur sdraiato su un letto dell’infermeria del Parlamento europeo è riuscito a scattarsi un “selfie” e a pubblicarlo su Facebook. In questo modo ha immediatamente raggiunto centinaia di amici che, ovviamente, si stavano chiedendo se stesse bene. «Sono corso via come una lepre ed ora sono un po' sotto stress, sto bene e ringrazio di cuore uno ad uno chi mi ha spedito messaggi» ha scritto Colacicco su Facebook, tranquillizzando, ovviamente, anche i famigliari. «E’ un miracolo poterlo raccontare – aggiunge – quando realizzi li scenario di morte e distruzione che hanno lasciato questi attentati puoi solo ringraziare di essere ancora vivo».

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