Perché Sanremo sarà sempre Sanremo

| È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per la 70esima edizione del Festival, affidata ad Amadeus. Alla scoperta degli artisti in gara e delle immancabili polemiche

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Perché Sanremo sarà sempre Sanremo
L’ultimo giallo di Sanremo è l’orzaiolo del conduttore “gentile”, Amadeus, nome d’arte del siculo-ravennate Amedeo Umberto Rita Sebastiani, 57 anni, sposato, 2 figli e 184 cm di altezza: colui che ha “vinto” la conduzione dell’edizione 2020, quella in cui si celebrano i 70 anni tondi del festivalone rivierasco.

L’orzaiolo non è che l’ultimo, e il meno grave, dei guai piovuti sul collo di Amadeus: la conferenza stampa in cui ha presentato la squadra di donne che lo affiancherà sul palco dell’Ariston ha scatenato le polemiche sessiste, facendogli capire che portarsi a casa i 500mila euro di cachet non sarà una semplice passeggiata di salute fra canzonette in cui cuore farà come sempre rima con amore. A stretto giro di posta, sul Festival è calata la polemica su Junior Cally, cantante in gara di cui qualcuno ha ricordato un brano di qualche anno fa, “Strega”, zeppo ancora una volta di riferimenti sessisti e perfino violenti. Per finire, polemiche da Marcella Bella per l’esclusione di Marcella Bella, e perplessità per la partecipazione di Rita Pavone, una sorta di miracolo della riesumazione, a 48 anni dall’ultima partecipazione.

Il festival delle vallette

Al fianco di Amadeus un pokerissimo di “vallette” scelte perché belle, intelligenti, spigliate e con nessuna voglia di essere considerate semplici “passacarte” in abito lungo con spacco laterale. Si inizia martedì 4, la prima sera, con Diletta e Rula Jebreal, ambedue giornaliste ma che più diverse non si può: la prima alza il testosterone a stadi interi ogni volta che si palesa in abiti strizzati su un fisico esplosivo per parlare di calcio, la seconda israeliana d’origine, poco gradita alla destra sovranista dopo essere apparsa su un altro palco che scotta, quello della “Leopolda”, il parco giochi di Matteo Renzi.

Più “camomillosa” la scelta della seconda serata, mercoledì 5, con Emma D’Aquino, Laura Chimenti e Sabrina Salerno: due serissime giornaliste del “TG1”, giusto per dare una botta a mamma Rai, e una showgirl che negli anni Ottanta faceva ballare le coronarie maschili a tempo con le tette, in bilico perenne su scollature vertiginose. Quale il criterio di scelta che ha portato a metterle insieme non si sa, ma forse è inutile chiederselo. Come d’un balzo si arriva alla serata numero tre, quella di giovedì 6, con Alketa Vejsiu e Georgina Rodriguez, ovvero la star assoluta della televisione albanese, e la star di sponda dello “Juventus Stadium” di Torino, la compagna di CR7, che secondo indiscrezioni sarebbe stato incluso come gadget nel contratto di Georgina. La penultima sera, quando statisticamente il Festival inizierà a diventare il troppo che stroppia, Amadeus si porta sul palco Antonella Clerici e Francesca Sofia Novello: la morbidosa conduttrice Rai e la modella che dal 2016 sfila al fianco di Valentino Rossi, il noto buongustaio del “Moto GP”. Per finire con sabato 8, la serata più difficile, affidata alla sicurezza, il mestiere e le risate della quasi 70enne Mara Venier. (Germano Longo)

Quelli che cantano
I numeri danno l’idea di quanto ancora una volta il festival diventerà una questione per insonni e metronotte: 24 “Campioni” e 8 “Nuove Proposte”.

Alberto Urso

Chi non segue “Amici” della De Filippi e non mastica di Lirica, difficilmente lo conosce: è un tenore messinese di 22 anni che sulla scia di illustri predecessori ha scelto di giocarsi la carta del Festival con “Il sole a est”.

Elodie

30 anni, metà francese, metà italiana e qualche goccia di Guadalupa, ex modella, anche lei è figlia della scuderia della “Sora” Maria De Filippi. A Sanremo, dove è già stata nel 2017, porta “Andromeda”.

Anastasio

Pupillo di Mara Maionchi nell’edizione 2018 di “X Factor”, è un talentuoso artista difficile da inquadrare: scrive canzoni ma non canta, usa le parole ma non rappa. All’Ariston porta “Rosso di rabbia” e subito dopo farà parlare gli altri, come sempre.

Diodato

Valdostano, 38 anni, naviga un po’ sottotraccia nel mondo della musica dal 2007, ma solo negli ultimi anni si è fatto notare per melodie e testi intelligenti, che restano addosso. Per Sanremo ha preparato “Fai rumore”, e in molti lo danno fra i papabili vincitori.

Irene Grandi

Alla boa dei 50 anni, la toscanaccia dall’aria simpatica che mescola alla melodia italiana pop, rap, soul, blues e jazz, torna a Sanremo per la quinta volta, a cinque anni di distanza dalla precedente, con “Finalmente io”.

Bugo e Morgan

L’unico duo di questa edizione è rappresentato da Bugo, aka di Cristian Bugatti, nuova leva del cantautorato italiano, e Morgan, l’ultimo dei musicisti maledetti. Cantano “Sincero”, vediamo se lo saranno davvero.

Enrico Nigiotti

Un figlio di Maria e figliastro di Mara, partorito dalla De Flippi nel 2009 ad “Amici” e consacrato dalla Maionchi nel 2017 a “X Factor”. Livornese, 32 anni, è alla seconda apparizione a Sanremo, con un brano dal titolo che più festivaliero non si può: “Baciami adesso”.

Achille Lauro

Dalle parti di Sanremo non si era ancora spenta la polemica per “Rolls Royce”, portato nell’ultimo festival baglionesco, che l’eccentrico rapper Achille Lauro ci riprova promettendo il bis con l’esplicita “Me ne frego”.

Giordana Angi

Italiana con cittadinanza francese, anche lei deve tutto alla De Filippi, che ormai se la gioca con Caterina Caselli in quanto ad abilità da talent scout. All’Ariston c’era già salita nel 2012 fra i Giovani, ci riprova dopo la promozione con “Come mia madre”, che per la cronaca è un’assistente di volo.

Le Vibrazioni

Nel 2012 si erano presi una pausa di riflessione finita cinque anni dopo, proprio per tornare per la seconda volta sul palco di Sanremo 2018. Non è andata così bene, e ci riprovano con “Dov’è”.

Levante

Siciliana-torinese, 32 anni, nel 2017 scavalca di colpo la musica “indie” dei locali underground per diventare un personaggio come giudice di “X Factor”. Sale per la prima volta sul palco dell’Ariston con “Tiki Bom Bom”.

Paolo Jannacci

Copia conforme di suo padre Enzo, da papà ha ereditato il volto, il jazz, gli occhiali e il sorriso. Debutta a Sanremo con “Voglio parlarti adesso”.

Riki

Fa parte anche lui della quota “De Filippi” a cui il Festival è costretto a pagare dazio ogni anno. Idolo delle ragazzine, ci prova con “Lo sappiamo entrambi”.

Junior Cally

Rapper misterioso di cui si sa volutamente poco, canta con la maschera a gas, che di questi tempi lo rende l’artista più al sicuro se per sbaglio a Sanremo arrivassero casi di Coronavirus. Canta “No Grazie”.

Piero Pelù

Cofondatore dei “Litfiba”, 57 anni, fiorentino, Doc, impegnato politicamente, arriva per la prima volta all’Ariston come solista, dove ci prova con “Gigante”.

Rancore

Non è un sentimento, ma il nome d’arte di un “rapper ermetico”, come si definisce lui stesso. A Sanremo si è già visto lo scorso anno in coppia con Daniele Silvestri, questa volta ci prova da solo con “Eden”.

Pinguini Tattici Nucleari

Bergamaschi, in libera circolazione dal 2010, rappresentano l’apertura del Festival alla musica indie. Dopo aver fatto sold-out al Forum di Assago, arrivano a Sanremo con “Ringo Starr”.

Raphael Gualazzi

Musicista raffinato e intelligente, amante del ragtime, del soul e del jazz, si è fatto conoscere al grande pubblico proprio a Sanremo nel 2011, ripetendo l’esperienza nel 2013 e 2014. Quest’anno è ora di dare una rinfrescata con “Carioca”.

Francesco Gabbani

Lui il festival l’ha addirittura vinto due volte: la prima nel 2016 fra le “Nuove Proposte” con “Amen”, la seconda l’anno successivo fra i big con “Occidentali’s Karma”. Dissacrante, ironico, sarcastico, ci riprova con “Viceversa”.

Tosca

Un’altra che Sanremo può dire di averlo vinto, nel 1996, con “Vorrei incontrati tra cent’anni”, al fianco di Ron. Questa volta ci prova da sola con “Ho amato tutto”.

Marco Masini

Nel 1990, trionfa al primo colpo la sezione “Novità” di Sanremo con l’intensa “Disperato”, e addirittura si ripete nel 2004 con “L’uomo volante”. Con 30 anni di carriera alle spalle, Masini torna all’Ariston per la nona volta con “Il confronto”.

Michele Zarrillo

“La notte dei pensieri”, nel 1987, lo trascina dalle “Nuove Proposte” ai Big, e al Festival resta legato per tutta la carriera, calcando il palcoscenico per ben 13 volte, record assoluto. Il suo brano, “Nell’estasi o nel fango”, è una riflessione in musica sul malessere dell’uomo odierno.

Rita Pavone

“The least but not the last”, come dicono gli inglesi: la showman torinese-svizzera, 74 anni, da “Gianburrasca” ha messo insieme una carriera da inquadrare, con dischi incisi in sette lingue diverse distribuiti e venduti in 50 milioni di copie tutto il mondo. A 48 anni dall’ultima volta, ha deciso di tornare a Sanremo con “Niente (Reslienza 74)”.

I giovani

Eugenio in Via Di Gioia - “Tsunami”
Fadi -“Due noi”
Fasma - “Per sentirmi vivo”
Gabriella Martinell e Lula - “Il gigante d’acciaio”
Leo Gassmann - “Vai bene così
Marco Sentieri - “Billy blu”
Matteo Faustini - “Nel bene e nel male
Tecla Insolia - “8 marzo”

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