Arduino, un maker di 1000 anni. Tra passato e futuro

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Arduino, un maker di 1000 anni. Tra passato e futuro
Di seguito, proverò a lanciare alcune suggestioni nel tentativo di creare un legame ipotetico tra passato e futuro del nostro territorio, partendo da una storia che ci rimanda indietro di 1000 anni e che proprio qui in Canavese prese forma. Il prossimo anno si celebreranno i 1000 anni dalla morte di Re Arduino (1015–2015) titolare della marca d’Ivrea ed acclamato Re d’Italia dai feudatari laici radunatisi in consesso a Pavia il 15 febbraio 1002. Fiero oppositore della politica della casa imperiale ottoniana di Sassonia, venne scomunicato per la prima volta dal vescovo di Ivrea, Varmondo, nel 997 ma concluse la sua vita conducendo vita monastica nell’Abbazia di Fruttuaria a San Benigno.
 
Le spoglie, dopo un lungo girovagare, riposano nella cappella interna al castello di Masino, protette da una lastra marmorea che riporta il motto arduinico “Sans despartir” (sempre uniti). E già qui potremmo trovare argomentazioni ancora attuali (la ricerca di unione di un territorio) la resistenza al tracimante potere della casa imperiale ottoniana di Sassonia, ma a 1000 anni dalla morte il nome di Arduino torna a far parlare di se per altre cose, proiettando il nostro territorio nel futuro; continuando a leggere queste mie righe, e facendo un salto avanti di 1000 anni capirete perché!
 
Tornando ad un passato più recente, il nostro Canavese è stato fucina di enormi competenze nel settore della progettazione e realizzazione di complessi sistemi Hardware e Software. Un patrimonio che proprio qui ha trovato terreno fertile, un patrimonio fatto di donne e uomini, di paesaggi, di creatività e genialità. Un patrimonio che deve essere supportato, e che proprio oggi potrebbe tornare a giocare un ruolo importante alla luce di nuovi “movimenti” o meglio “professioni” su cui gli Stati Uniti d’America ed il presidente Obama in primis stanno scommettendo. Stiamo parlando dei Maker.
 
E proprio uno degli elementi di riferimento di questo movimento è una piccola scheda elettronica ideata nel 2005, un sistema che si chiama Arduino! Il fenomeno Arduino, nato in Canavese grazie all’intuizione di Massimo Banzi, non è tanto rilevante per la tecnologia che sta alla base della piccola scheda, ma per la community che intorno a quel dispositivo si è aggregata, portando nel mondo dell’hardware i principi fondanti del movimento open source. 
 
È infatti ormai consolidata la posizione dominante che Arduino gioca nel mondo del cosiddetto open hardware. La tecnologia Arduino è tutta italiana, e italiane sono le aziende che l’hanno progettata, la fanno evolvere, assemblano le schede e gestiscono la logistica per la distribuzione in tutto il mondo. Il movimento dei maker è ormai un fenomeno internazionale di grande rilevanza che non ha frontiere e aggrega in modo sinceramente appassionato creativi e inventori di tutto il mondo. I principi che fanno da collante per la comunità dei maker non sono quelli classici del mercato, ma piuttosto quelli della passione per l’innovazione, per la sperimentazione, per la voglia di creare nuovi oggetti e nuovi sistemi.
 
Parleremo e sentiremo ancora parlare di Arduino e dei Maker, ed anche come amministratore canavesano cercherò di far cogliere al nostro territorio le opportunità che questa nuova rivoluzione potrebbe portare... o almeno ci proverò insieme a chi vorrà provarci.
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di Giuseppe Pezzetto
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Cuorgnatese, Canavesano (come lui ama definirsi) ha da sempre alternato gli impegni professionali con l’impegno sociale: tra le altre cose è stato per anni consigliere dell’Associazione Mastropietro, socio dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti d’Azienda, della Compagnia San Calisto Caravario, oltre ad essere uno dei fondatori di Resau Entreprende Piemonte. Dal giugno del 2011 è anche Sindaco della Città di Cuorgnè.
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