Libertè, egalitè, fraternitè

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Libertè, egalitè, fraternitè
Ho riflettuto parecchio (se fosse lecito inoltrarmi in campi così complessi, per i quali ammetto di non avere le competenze necessarie) ma guardando, leggendo ed ascoltando il fiume di immagini e parole che, partendo dalla strage di Parigi, arrivano a disquisire di geopolitica, di teologia, di complotti, ho ritenuto, come uomo, Sindaco e credente, di portare alla Vostra attenzione questa mia breve riflessione del tutto personale. Ammetto, ma credo di non essere il solo, di aver visto forse soltanto una volta una vignetta dei giornalisti di "Charlie Hebdo", non conoscevo chi ne fosse l'autore e su quale giornale venissero pubblicate: un incontro casuale, e nel caso specifico devo dire che non ne avevo neppure apprezzato l'ironia. Ma anche solo pensare che questo possa portare qualcuno a decidere di togliere la vita ad un altro uomo e' abominevole, così come leggere sui social che "un po' se la sono cercata" e' vergognoso, da malati di mente, come malati di mente sono questi invasati, assassini.
 
Anche per questo, l'altra sera, ho sentito il bisogno, ed il dovere,di partecipare in modo silenzioso all'incontro spontaneo di persone che si è svolto in Piazza Castello a Torino, e di indossare la fascia tricolore, come gesto tangibile della vicinanza al popolo francese, della difesa della libertà d'opinone, e della necessità di non fare di tutta un'erba un fascio. Come Sindaco amministro da tre anni una comunità, non grande, ma con grandi diversità: di etnie, di espressioni religiose e culturali. Onestamente, l'integrazione funziona, anche in un momento di così grande difficoltà economica in cui si rischia molto facilmente il generarsi di una guerra tra poveri. 
 
Non posso quindi tollerare l'equazione islamismo = terrorismo, diversità = sospetto, e - lo dico da cattolico praticante - non si tratta di buonismo, ma, credo, di buonsenso. Non mi permetto di giudicare la fede degli altri, ma sentire personaggi - che probabilmente l'ultima volta che sono stati in una Chiesa Cattolica era per il loro battesimo - disquisire di difesa dei simboli della cristianità, di differenze tra le tre religioni monoteiste, arrivando a mettere in discussione il messaggio teologico di Papa Francesco criticandone le aperture e l'invito al dialogo ed alla pace tra popoli e religioni, mi pare, onestamente, un po' eccessivo e, devo aggiungere, fuori luogo.
 
Sono d'accordo che ognuno debba rispettare le regole del gioco del Paese in cui vive, ci mancherebbe, ma questo deve valere per tutti, a partire da me: fare leva, in un momento così pieno di fragilità, sulla paura della gente e' un' azione che mi spaventa. Mi spaventa che tali argomenti, complessi per definizione, vengano racchiusi dentro un Tweet, spesso senza neppure utilizzare un italiano corretto, per poi essere fatti rotolare senza controllo: da una semplice palla di neve può nascere una valanga, e non dobbiamo dimenticarlo mai. Non credo che una risposta agli estremismi sia un ritorno alle Crociate, siamo seri, e ragioniamo con la nostra testa: le persone per bene non si distinguono ne' per colore, né per etnia e ne' per religione, ma per la vita che conducono nel rispetto degli altri.
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di Giuseppe Pezzetto
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Cuorgnatese, Canavesano (come lui ama definirsi) ha da sempre alternato gli impegni professionali con l’impegno sociale: tra le altre cose è stato per anni consigliere dell’Associazione Mastropietro, socio dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti d’Azienda, della Compagnia San Calisto Caravario, oltre ad essere uno dei fondatori di Resau Entreprende Piemonte. Dal giugno del 2011 è anche Sindaco della Città di Cuorgnè.
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