Oltre la piazza

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Oltre la piazza
Ero tra quelli che la scorsa settimana hanno manifestato in modo educato e composto in quel di piazza Castello a Torino, per sottolineare un sentimento diffuso di malessere  e di ritrovato orgoglio al tempo stesso, e che solitamente, per caratteristiche antropologiche, le migliaia di persone presenti non sono soliti manifestare in pubblico, men che meno partecipando a delle manifestazioni.

Già questo dovrebbe essere un segnale di attenzione per la classe politica nazionale, sia essa di maggioranza che di opposizione, un segnale che dovrebbe essere letto ed interpretato positivamente.

In questi lunghi anni di crisi economica e non solo, spesso si è sentito dire che la classe media, la borghesia che aveva costituito la spina dorsale del nostro Paese e della nostra crescita nel dopo guerra, era scomparsa, e che tale assenza era un forte elemento di criticità per le prospettive della nostra Nazione.

Quella “borghesia” la cui definizione, come riporta Wikipedia, deriva da borghi, cioè i quartieri sorti all'esterno delle mura che poi venivano inglobati con il successivo allargamento cittadino, poiché talora la borghesia, a causa della non elevata disponibilità finanziaria, non poteva permettersi di abitare nel centro cittadino dove abitavano i nobili, ed era così costretta ad abitare più in periferia, in questo caso fuori dalle mura, cioè nei quartieri chiamati appunto borghi.

Quella piazza, a mio parere, segna un momento di svolta, un messaggio forte e chiaro che i Cittadini trasversalmente lanciano, quella piazza non vuole ne cappelli, ne padrini, vuole solo poter con orgoglio risvegliare questa nostra Italia; rifuggendo banali strumentalizzazioni politiche, darle questa lettura sarebbe oltremodo miope, così come ridurre il tutto alla sola contrapposizione SI TAV - NO TAV; è qualcosa di molto più profondo e trasversale, ridurlo ad una semplice manifestazioni di “fighetti” vorrebbe dire di non aver capito nulla.

Fa più rumore una pianta che cade, che una foresta che cresce. (blog di Beppe Pezzetto)

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di Giuseppe Pezzetto
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Cuorgnatese, Canavesano (come lui ama definirsi) ha da sempre alternato gli impegni professionali con l’impegno sociale: tra le altre cose è stato per anni consigliere dell’Associazione Mastropietro, socio dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti d’Azienda, della Compagnia San Calisto Caravario, oltre ad essere uno dei fondatori di Resau Entreprende Piemonte. Dal giugno del 2011 è anche Sindaco della Città di Cuorgnè.
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