PARA DOSSI

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PARA DOSSI
"Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare ... " era il monologo finale del replicante Roy Batty, nel film capolavoro di Ridley Scott, "Blade Runner". Diciamo che nel mio piccolo, da quando sono Sindaco, ho avuto l'opportunità di sperimentare personalmente situazioni e discussioni, che, onestamente, da semplice cittadino non avrei mai immaginato. Il discorso sarebbe molto più ampio, ed ovviamente sarebbe necessario analizzarlo in un contesto di cambiamento culturale e di percezione dei bisogni "collettivi" che è generale, e che evidenzia la difficoltà dei singoli di avere una visione di comunità.
 
Questo genera dei "paradossi" su cose per taluni marginali, per altri sostanziali, che entrano in un "loop" all'apparenza senza via di uscita, perché ai singoli, a seconda del cappello che si mettono, cambiano esigenze e prospettive. L'esempio classico che mi viene alla mente è quello del cittadino "pedone" che quando sale in macchina diventa cittadino "automobilista" a cui la percezione su alcune tematiche cambia radicalmente e che genera nelle stesse singole persone dei Paradossi.
 
Partiamo proprio dal "dosso", croce e delizia (confido, non solo della mia amministrazione): come direbbero Elio e le Storie Tese, "il dosso se lo conosci lo eviti" (io ero a digiuno sull'argomento, adesso potrei fare qualche consulenza). Ma torniamo al nostro caso pilota: il cittadino "pedone" si lamenta della inciviltà di guida degli automobilisti, segnala criticità, raccoglie firme tra gli altri cittadini "pedoni", chiede giustamente all'amministrazione di posizionarne un po' ovunque, in prima battuta vicino alla propria abitazione, perché prima cosa la Sua sicurezza poi, come derivata, quella degli altri. L'amministrazione, a mio giudizio in modo corretto, raccoglie queste segnalazioni, la sicurezza prima di tutto, cerca tra le pieghe del bilancio la copertura finanziaria, verifica con la Polizia Municipale le regole necessarie (perché i dossi mica si possono mettere dove si vogliono), delibera l'ordine ai fornitori scelti come da norma (su piattaforma telematica affinché tutto il mondo possa partecipare a questa fornitura imponente) e finalmente da ordine alla struttura tecnica di posizionarli. 
 
Bene, come Sindaco mi reputo contento, ho dato risposta ai cittadini e statisticamente, dati alla mano, ho ridotto complessivamente gli incidenti, con tutto quel che ne consegue, di circa l'80%. Peccato che nessuno abbia tenuto conto che il cittadino "pedone" ha anche una macchina, e quando inizia ad usarla per fare spostamenti passa sui dossi, e i dossi iniziano a creare problemi, perché: rallentano il cittadino "automobilista", alcuni invasati dai successi della Ferrari abbandonano l'idea che camminare sia salutare, e qui nasce in loro il paradosso - gli stessi che hanno chiesto di metterli, si lamentano dei dossi a prescindere dalla loro dimensione: per gli ammortizzatori (il più gettonato), il rumore (metteteli davanti a casa mia, anzi no potreste spostarli più in su o più in giù, perché in effetti fanno rumore), le vibrazioni (possono creare danni strutturali alle abitazioni - mi verrebbe da chiedere, pur non essendo un esperto, come siano state costruite). 
 
Quindi, altro giro di raccolta firme per togliere i dossi, in più di un caso la bipolarità del singolo fa sì che la stessa firma si trovi in più petizioni oggettivamente non conciliabili tra loro (tralascio per motivi di spazio le richieste di ciclisti e motociclisti, solo in questo caso "alleati"). Dal cilindro magico ecco spuntare in ordine di apparizione: sottopasso, insegne luminose, totem senza telecamera (dissuasori che quando hai capito che non ti sanzionano...), totem con telecamere (ma che possibilmente non sanzionino te, perché altrimenti sono messi lì per far fare cassa al Comune, come se i soldi li incassasse il Sindaco), corsi di formazione ai ragazzi nelle scuole (ma il problema se mai si risolverà dovrà attendere una generazione), innovazione tecnologica (provare a parlare con Tesla e Google)... 
 
Concludo dicendo che la parola magica sarebbe "buonsenso": speriamo che nello store sia presto disponibile una App specifica, nel frattempo prima la sicurezza e poi tutto il resto, cercando di trovare soluzioni che si concilino con le diverse esigenze. La prossima volta toccheremo altri paradossi. (blog di Beppe Pezzetto)
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di Giuseppe Pezzetto
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Cuorgnatese, Canavesano (come lui ama definirsi) ha da sempre alternato gli impegni professionali con l’impegno sociale: tra le altre cose è stato per anni consigliere dell’Associazione Mastropietro, socio dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti d’Azienda, della Compagnia San Calisto Caravario, oltre ad essere uno dei fondatori di Resau Entreprende Piemonte. Dal giugno del 2011 è anche Sindaco della Città di Cuorgnè.
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