Partiamo con il Treno Paradiso

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Partiamo con il Treno Paradiso
Da sempre sono sostenitore dell'importanza della ferrovia, in questi anni su molti tavoli ho argomentato e sostenuto la causa del completamento dell'elettrificazione della tratta ferroviaria sino a Pont Canavese. Vorrei perciò, alla luce dei recenti impegni della Regione Piemonte, che investirà sulla tratta SFM1 12 milioni di €, fornire un quadro più esaustivo e degli elementi a supporto della mia tesi.

Dove va il mondo?
Intanto partirei dall'attualizzazione di alcune scelte strategiche verso le quali si sta muovendo a livello globale il sistema dei trasporti e della logistica: sicuramente un settore di grandi investimenti e di forte innovazione, persone e merci sempre più interconnesse e in movimento, con una indispensabile attenzione al consumo di energia, alla sostenibilità ambientale e all'efficenza economica. L'interconnessione virtuale non può precludere l’interconnessione fisica, anzi diventa elemento di stimolo e sviluppo, pensate al numero crescente di vendite on line che richiedono modi nuovi per consegnare consegnare la merce.

Lungimiranza
Ma restando sul pezzo, sul nostro pezzo di Canavese, mi piace ricordare come la visione dei nostri nonni e bisnonni fosse estremamente lungimirante. La ferrovia, che nelle diverse declinazioni sta diventando adesso un mezzo di mobilità sostenibile per eccellenza, nel nostro territorio è presente da decenni, e addirittura ad inizio novecento (1908) Cuorgnè era collegata ad Ivrea attraverso una filovia (detta del Poeta perché passava sotto la casa del poeta Giuseppe Giacosa)... Un filo percorso da elettricità, già allora “trasporto ecosostenibile” con elettricità generata dalla forza dell’acqua. A mio parere una delle scelte meno strategiche fu quella di estirpare i binari della Rivarolo - Castellamonte per allargare di alcuni decimetri la strada, ma questa è ovviamente una mia opinione.

Sviluppo del terriorio
Da sempre sostengo, ma avvalorato anche da esempi in altre parti d'Italia e del Mondo, che la ferrovia oltre ad essere un mezzo per consentire a studenti e pendolari di raggiungere in modo sicuramente più sicuro ed economico luoghi relativamente distanti (ma su questo argomento torneremo più avanti) sia un elemento strategico di sviluppo di un territorio, la gente sceglie di andare a vivere anche in base ai servizi di trasporto. Rivarolo, a mio parere è anche cresciuta perché li si attesta la linea metropolitana SMF1.

Partendo dal presupposto che viviamo in una porzione di mondo "bella" ricca di elementi per cui in buona parte del mondo dove scarseggiano, si arriva addirittura al conflitto: acqua, aria, verde (e credetemi spesso non sappiamo apprezzare i luoghi in cui viviamo) e dando per assodato che questi "assets" che noi abbiamo non sono clonabili e sempre più ricercati: 1) con una adeguata connessione con il centro (in questo caso Torino, Città Metropolitana) 2) con i costi oggettivamente più abbordabili dei nostri territorio per famiglie che scelgano di vivere in luoghi più "salutari", la connessione diventa uno degli elementi fondamentali per attirare nuovi residenti, e quindi rivitalizzare gli investimenti nei nostri territori: più famiglie che cercano la qualità della vita, più case vendute/ristrutturate, più residenti, più servizi ... in sintesi si rimette in moto la ruota.

Turismo
Non dimentichiamoci che esiste un turismo internazionale che cerca luoghi come i nostri per stare a contatto con la natura, praticare sport outdoor, ed è un turismo che spende ma anche in questo caso serve essere connessi.

Sistema
Certo la connessione fisica non è l'unica gamba del progetto territorio, occorre anche la connessione virtuale per veicolare i servizi che saranno sempre più presenti in settori quali la scuola, la sanità e lo sviluppo economico in generale, ma anche su quello stiamo lavorando, così come occorre sviluppare una fiscalità di territorio che valorizzi le nostre risorse, in primis aria e acqua, diventando elemento economico di attrazione per nuovi investimenti produttivi, ma affronteremo l'argomento in un successivo articolo. Dobbiamo avere un sevizio di connessione efficace ed efficiente con Torino (non dimentichiamo che molto si è fatto per la mobilità cittadina: passante ferroviario, metropolitana, alta velocità ... ad esempio la Canavesana arriva nel binario vicino a quello dell'alta velocità, scendo e salgo a Porta Susa), si tratta di entrare in modo organico in un sistema integrato di mobilità, in un mondo che è sempre più mobile.

Essere pendolare
Ci sono stati più modi in questi anni di affrontare e vivere l'argomento: quello dei pendolari, quelle persone che per motivi di lavoro devono percorrere almeno 100 km al giorno in treno, in autobus, in auto. (Problema/Opportunità - costante) Gli studenti e i genitori degli studenti, simili per certi versi ai pendolari di cui sopra, ma stagionali. (Problema/Opportunità - stagionale). Coloro che sporadicamente devono recarsi a Torino (Occasionali). Coloro che hanno sentito parlare del problema, sono poco interessati e ne parlano al bar. Questi ultimi non hanno mai dovuto dedicare (a prescindere dal mezzo) circa 3 ore al giorno di viaggio, spendere parte dello stipendio nel trasporto, fare ore di coda sulla tangenziale, credetemi ci si abitua ma la differenza tra chi deve farlo e chi può permettersi si non farlo è molta.

Qualcuno afferma che 1.30 per andare da Pont a Torino è troppo. Probabilmente è vero, probabilmente occorrerà limare i tempi, ma sottopongo due quesiti: il tempo impiegato per andare in centro a Torino in auto nelle ore di punta (quelle maggiormente trafficate dai pendolari) trovare parcheggio ecc. ... siete sicuri sia notevolmente inferiore ?

Alternativa?
Se questo investimento non viene fatto qui, verrà fatto altrove, è già successo in precedenza e il destino della nostra ferrovia sarà quello di chiudere. E’ sufficiente quanto hanno promesso di fare ? No, ma senza questo primo fondamentale passaggio gli altri non si potranno fare, almeno di attendere un’evoluzione tecnologica tipo il “teletrasporto”.

Cambiamento culturale
E’ altrettanto ovvio che le amministrazioni, le scuole, i cittadini dovranno culturalmente cambiare abitudini ed utilizzare il mezzo pubblico lasciando a casa l’auto. Più saranno gli utenti e più saranno possibili ulteriori investimenti, e come discutevo in Regione, magari la banda ultra larga potrà essere un plus in più da far correre lungo la linea.

Monitoriamo
Si tratta di un investimento importante che se funzionerà darà dei ritorni non immediati ma nei prossimi anni, serve la lungimiranza dei nostri vecchi. Alla politica il compito di monitorare e di migliorare da subito le disfunzioni presenti. Il mio pensiero va ai pendolari (io faccio i miei 210 km andata e ritorno per recarmi sul posto di lavoro tangenziale inclusa) e alle maestranze della GTT che stanno vivendo un momento complicato. Nell’augurarVi buone feste confidiamo in un 2018 migliore e con un Canavese al Centro!

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Canavese al centro
di Giuseppe Pezzetto
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Cuorgnatese, Canavesano (come lui ama definirsi) ha da sempre alternato gli impegni professionali con l’impegno sociale: tra le altre cose è stato per anni consigliere dell’Associazione Mastropietro, socio dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti d’Azienda, della Compagnia San Calisto Caravario, oltre ad essere uno dei fondatori di Resau Entreprende Piemonte. Dal giugno del 2011 è anche Sindaco della Città di Cuorgnè.
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