Rewind. Ottimismo e Speranza 5 anni dopo

+ Miei preferiti
Rewind. Ottimismo e Speranza 5 anni dopo
Ho riletto, in questi giorni, un articolo che avevo pubblicato nel febbraio del 2009, da alcuni mesi era esplosa la crisi finanziaria che ci avrebbe travolto, trasformandosi in crisi strutturale, partita dagli USA e culminata il 15 settembre del 2008 con la più grande bancarotta nella storia Americana, quella della banca d’affari Lehman Brothers. 
 
L’articolo si intitolava “Ottimismo e Speranza”, ma rileggendolo oggi, gennaio 2014, non posso che constatare che la ricetta di Berlino di imporre politiche economiche restrittive, ergendosi a moralizzatore dei Paesi debitori, è stata disastrosa (tranne che per loro, che avendo memoria corta, non ricordano che i loro debiti, contratti durante la prima e la seconda guerra Mondiale, vennero in parte condonati e cancellati dalla comunità internazionale).
 
Lo ripropongo alla Vostra attenzione così che possiate, a distanza di 5 anni, verificare se e cosa sia stato fatto e come sia stato usato questo prezioso tempo dalla nostra “politica”. Non è retorica, e neppure populismo, un po’ di ordine nei conti andava fatto, ma è altrettanto chiaro che gli Stati Uniti, facendo leva sul debito hanno rimesso in moto l’economia (la borsa è tornata sui livelli ante crisi) e la disoccupazione sta scendendo, mentre le politiche economiche di austerity europee hanno avvantaggiato qualcuno a discapito di altri, quasi vi fosse una Europa di serie A e una di serie B (vorrei altresì sottolineare che vi sono Paesi che utilizzano la UE quando serve, ma non vogliono usare l’Euro, una sorta di Regioni Autonome, Inghilterra in primis).
 
Ecco l’articolo del febbraio 2009
 
“Ottimismo o pessimismo, speranza o rassegnazione? Dalle vostre riflessioni è questo il quesito che pare emergere con maggior enfasi, accompagnato dalla domanda che vale un bel jackpot al superenalotto – quanto durerà questa crisi? Non vorrei ripetermi ma credo che le lancette, pur mantenendo un sano realismo, vadano posizionate su ottimismo e speranza, certo quello sarà un punto di approdo, prima si dovrà veleggiare per un po’ di tempo (ma quanto tempo?) nella tempesta, ed aimè non sarà una traversata né facile, né senza danni.
 
Ai diversi livelli dalle Regioni al Governo sono stati varati piani di intervento “anti crisi” che devono però fare il conto con il forte indebitamento del nostro Paese. Credo che mai come in questo momento vi sia bisogno di “coesione”; è sacrosanto che le diverse sensibilità (politiche o di rappresentanza) presentino le loro istanze, ma dopo una fase di mediazione occorre passare all’ azione;  voglio ribadire la criticità del fattore “tempo” … che intanto corre …
 
Mi piacerebbe condividere con Voi un ragionamento, molto semplice, che ho elaborato ultimamente e che parte dal presupposto che in realtà la profondità e l’ampiezza di questa crisi non sia realmente conosciuta da nessuno. Se diamo per assodato questo presupposto, traslando dalla medicina un principio chiaro a tutti, possiamo dire che non conoscendo a fondo la malattia che sta infestando il mondo economico, le cure che si stanno attuando possono non essere quelle corrette ed allora potrebbero rivelarsi poco efficaci anche le iniezioni di migliaia di milioni di euro che i Paesi meno indebitati del nostro stanno praticando come antidoto. 
 
E se come spesso siamo stati capaci di fare, viste anche le ristrettezze con cui dobbiamo fare i conti, riuscissimo a cavarcela con poco, con interventi importanti certo ma ben lontani da quelli a cui stiamo assistendo in alcune Nazioni, non potrebbe essere che alla fine, perché questa crisi avrà una fine, ci troveremo un po’ tutti e non solo più l’Italia con un debito pubblico “pesante”? Se così fosse sarebbe un po’ come ripartire tutti insieme, tutti pesanti uguali o leggeri uguali, dipende dai punti di vista, ecco che allora che le riforme strutturali di cui abbiamo estremo bisogno potrebbero essere il nostro “tallone d’ Achille” o se attuate in tempo “la nostra arma vincente”. 
 
Non fraintendetemi con queste mie affermazioni non voglio assolutamente dire che l’intervento dello Stato con iniezioni di “liquidità” non serva, ritengo però che sia altrettanto importante perseguire la strada delle riforme, quelle realmente utili ed indispensabili per fare della nostra Nazione un Paese più moderno. Mi piace altresì credere nella capacità tutta italiana di saper stringere la cinghia nei momenti in cui è necessario farlo, di dare il meglio nei periodi più difficili;  mi è capitato di parlare con imprenditori che stanno cercando in ogni modo di trovare nuove soluzioni, nuove forme di business, nuove alternative per continuare a generare lavoro e reddito, ho incontrato operai che stanno realmente condividendo con grande sacrificio e disponibilità questi sforzi. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, e tutti i soggetti coinvolti devono fare la propria parte”.
 
Purtroppo la crisi si è trasformata da finanziaria a economica, e la mancanza del lavoro, sta sempre più entrando in profondità, generando situazioni di instabilità sociale, che potrebbero non essere più gestibili con gli attuali schemi. Dal febbraio 2009, mi sembra che non si sia fatto molto, ed il sentimento che pervade il popolo italiano, sia quello della rassegnazione, il sentimento peggiore.
 
Possiamo ancora farcela ma bisogna farlo subito, è il tempo delle scelte coraggiose, magari anche impopolari, ma da fare, o non avremo più tempo.
Altri post di Giuseppe Pezzetto
MAG
3
Non credo assolutamente che entrare a far parte di una Banca di Credito Cooperativo, come la Banca d'Alba, sia una minusvalenza: anzi, credo che questo possa essere un elemento per rafforzare il nostro territorio
APR
25
Dando per scontato che i giovani siano un po' incazzati, confido molto nella loro "fame di possibilità". Vi auguro un nuovo 25 Aprile, ma senza la tragedia della guerra: conto su di Voi
APR
15
E' Giovedì, mancano 3 giorni alla Pasqua, guardo ancora fuori immaginando di vedere una colomba con un ramoscello d'ulivo, non la vedo... ma continuo a sperarci...
APR
5
Sostanzialmente, sto rincoglionendo, e ne sono anche consapevole. Premetto che amo la tecnologia, ne vedo tutti gli aspetti positivi, ma non posso nascondermi dietro ad un dito...
MAR
19
Forse sarà colpa del mio carattere... ma mi sono veramente stufato di guardare in televisione gente che urla...
Canavese al centro
di Giuseppe Pezzetto
Facebook Icon
Cuorgnatese, Canavesano (come lui ama definirsi) ha da sempre alternato gli impegni professionali con l’impegno sociale: tra le altre cose è stato per anni consigliere dell’Associazione Mastropietro, socio dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti d’Azienda, della Compagnia San Calisto Caravario, oltre ad essere uno dei fondatori di Resau Entreprende Piemonte. Dal giugno del 2011 è anche Sindaco della Città di Cuorgnè.
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore