RivaBanca: «Si» all'aggregazione con la Banca d'Alba

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RivaBanca: «Si» allaggregazione con la Banca dAlba
In queste settimane diverse persone mi hanno chiesto un'opinione sull'operazione Riva Banca - Banca d'Alba. Ho seguito e sostenuto questo progetto sin dall'inizio, convinto che potesse rappresentare un momento di aggregazione di un territorio, e continuo ad esserne convinto.
 
Non credo assolutamente che entrare a far parte di una Banca di Credito Cooperativo, come la Banca d'Alba (che ha nel suo dna lo sviluppo di un territorio, e che ha dato riprova di esserne capace) sia una minusvalenza: anzi, credo che questo possa essere un elemento per rafforzare, proprio partendo dalla sua esperienze, anche il nostro territorio. Per capire come il cuneese sia stato capace di crescere vi rimanderei al mio articolo CUNEVESANI.
 
Gli scenari mutano ed anche velocemente, certe opportunità vanno colte al "volo" e, per restare in argomento, se Alitalia avesse fatto l'accordo con Air France quando era ora, forse adesso non sarebbe nella condizione di non trovare più potenziali partners: si tratta quando si è nelle condizioni di trattare.
 
Scusate la divagazione...
 
Il parametro che misura la solidità di una banca è il Cet1 (Common Equity Tier 1). Si calcola, di fatto, rapportando il capitale ordinario della banca alle sue attività ponderate per il rischio:  più è alto il parametro e più la banca è solida. Rivabanca ad oggi vanta un Cet1 sicuramente alto, bisogna però pensare al futuro con largo anticipo, e fare in modo che esso sia sostenibile nel tempo. Il modello di business tradizionale delle BCC si sta modificando per poter far fronte, da un lato alla concorrenza sia esterna che interna al mondo cooperativo e, dall’altro, ai problemi di efficienza. In particolare, oltre ai tradizionali ricavi derivati dal margine di interesse, stanno crescendo i ricavi legati ai margini di intermediazione.
 
Questo perché la forbice dei tassi di interesse è molto ristretta, mentre crescono i ricavi derivati dalla vendita alla clientela di prodotti di terzi, che bisogna avere ed essere strutturati per offrirli. Questa situazione - comprensibile data la natura not-for-profit di queste banche - ha determinato uno stato di fragilità, soprattutto dopo l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti a livello europeo, e del nuovo assetto istituzionale a livello nazionale.
 
Questo nuovo contesto economico e istituzionale, assieme all’incidenza delle sofferenze (ovviamente essendo appena partita, limitate per Riva Banca) e alla svalutazione dei crediti mantengono le BCC in una situazione di incertezza, onde per cui Banca d'Italia non impone ovviamente le fusioni, ma diciamo che le consiglia vivamente.
 
In sintesi, ma questa è una mia opinione, meglio rafforzarsi anticipando gli eventi, meglio farlo quando ti vengono a cercare, piuttosto che fare i capitani coraggiosi per poi presentarsi con il cappello in mano. Questa è una trattativa delicata ma, se dei paletti si devono inserire, vanno inseriti in questo contesto, trovando un giusto equilibrio tra territorialità e sviluppo. (blog di Beppe Pezzetto)
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di Giuseppe Pezzetto
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Cuorgnatese, Canavesano (come lui ama definirsi) ha da sempre alternato gli impegni professionali con l’impegno sociale: tra le altre cose č stato per anni consigliere dell’Associazione Mastropietro, socio dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti d’Azienda, della Compagnia San Calisto Caravario, oltre ad essere uno dei fondatori di Resau Entreprende Piemonte. Dal giugno del 2011 č anche Sindaco della Cittą di Cuorgnč.
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