Un treno per iniziare ad essere meno marginali

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Un treno per iniziare ad essere meno marginali
Ci sono due correnti di pensiero che si confrontano su quelle aree che vengono definite marginali. La prima ne ritiene ineludibile il declino, la riduzione della popolazione residente, l’invecchiamento demografico e lo scarso dinamismo migratorio sono ostacoli insormontabili ad ogni ipotesi di sviluppo. La seconda che si contrappone alla prima, e che io sostengo, ritiene che queste aree possano essere laboratori per l’innovazione economica, ecologica e sociale e che grazie alla forza attrattiva della qualità della vita possa richiamare da aree più popolate nuovi abitanti capaci di sviluppare, grazie anche alla tradizione e alle potenzialità di questi territori, piccoli mutamenti con impatti importanti in controtendenza.

Esiste una richiesta di luoghi più a dimensione di uomo e di famiglia, nel mantenere quel tratto di genuinità devono però contenere tutti quegli elementi di innovazione ad oggi ineludibili. Connessione fisiche ed efficienti con il centro più “metropolitano” mantenendone al contempo una adeguata distanza. Connessione digitale: in grado di veicolare servizi che sempre più si evolveranno in una prospettiva sempre più digitale (come scuola e sanità). Ecco perché ritengo un importante passo in avanti la volontà di migliorare la connessione tra il centro metropolitano “Torino” e il nostro “Canavese” attraverso la messa in sicurezza e l’elettrificazione della linea ferroviaria Canavesana.

Sicuramente un primo passo non sufficiente, ma l’alternativa sarebbe eliminarla definitivamente. Si tratta di un investimento sul territorio di 12 milioni di € in infrastrutture, non capisco quindi coloro che lo ritengono uno spreco. Tutto è migliorabile ma questo è certamente un segnale in controtendenza che vuole contrapporsi al pensiero negativo del declino. Come ho ribadito in questi anni in tutti gli incontri che ho avuto sull’argomento, in cui sottolineavo l’importanza di una migliore connessione con il “centro”, la ferrovia deve si migliorare le condizioni del pendolarismo, ma soprattutto deve essere uno degli elementi per attrarre nuove famiglie suoi nostri territori. Soggetti con capacità di spesa in grado di valorizzare il nostro patrimonio immobiliare, a cui fornire servizi e quindi elemento di innesco per una nuova dinamica di sviluppo.

Semplice ? Sicuramente no, ma dobbiamo provare a invertire la tendenza e pur non essendo scienza da laboratorio, in molti luoghi dove sono state attuate queste scelte ha funzionato. Certamente occorre un cambiamento culturale da parte di molti soggetti presenti sul territorio, uno scatto in avanti assumendosi un qualche elemento di rischio. (blog di Beppe Pezzetto)

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di Giuseppe Pezzetto
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Cuorgnatese, Canavesano (come lui ama definirsi) ha da sempre alternato gli impegni professionali con l’impegno sociale: tra le altre cose è stato per anni consigliere dell’Associazione Mastropietro, socio dell’ Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti d’Azienda, della Compagnia San Calisto Caravario, oltre ad essere uno dei fondatori di Resau Entreprende Piemonte. Dal giugno del 2011 è anche Sindaco della Città di Cuorgnè.
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