Canavese e dintorni: le storie di due campioni emergenti di poker sportivo

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Canavese e dintorni: le storie di due campioni emergenti di poker sportivo
Se consideriamo che a soli 22 anni sia riuscito a vincere uno stack da ben 10 mila euro per poter prendere parte alla manifestazione Italian Big Game di Saint Vincent, allora è chiaro che ci troviamo di fronte ad un giovane prescelto. E il mondo italiano del poker non può che esserne orgoglioso. Stiamo parlando di Cristian Gammino, ragazzo di 25 anni di San Maurizio Canavese. Cristian ha rilasciato un’interessante intervista a PokerStars, in cui ha parlato degli inizi della sua carriera e dei suoi progetti principali. Giocare cinque volte a settimana è senza ombra di dubbio un bell’impegno, senza contare come Gammino prediliga la sera, visto che è la parte della giornata in cui è maggiormente rilassato.

Uno dei suoi punti di forza è indubbiamente lo Zoom Poker, soprattutto a bui €0,05/0,10, anche se ammette di scegliere le varie partite in relazione a diversi elementi, come ad esempio il traffico oppure le statistiche. Uno dei risultati che lo rendono maggiormente orgoglioso è il trionfo ottenuto nella finale per poter per poter accedere all’Italian Big Game. Proprio in riferimento al Big Game, “Dratios” ammette come gli manchi una bella fetta di esperienza, ma il fatto di nutrire una notevole fiducia nelle proprie capacità ha permesso di raggiungere questo grande risultato. Cristian ha inoltre sottolineato come usare una buona strategia e essere concentrato siano due caratteristiche indispensabile per poter arrivare a certi risultati.  Amore per il poker dopo questo grande passo in avanti? No, assolutamente. Secondo Cristian si tratta unicamente di aver rispetto di questo splendido gioco.

Da San Maurizio Canavese a Biella ci sono circa un’ottantina di chilometri di macchina, giusto la distanza per andare a trovare un altro piemontese DOC che è riuscito a farsi strada nel mondo del poker. Anzi, sarebbe meglio dire che il poker è stato utile anche per fargli capire cosa volesse fare davvero nella sua vita.

Andiamo per gradi, però: prima di tutto, stiamo parlando di Lorenzo “Batta85” Battaglia. Nel 2010 nel panorama nazionale è nata una stella, visto che Lorenzo è riuscito a portarsi a casa la bellezza di 91 mila euro vincendo il Main Event SCOOP. Successivamente, i problemi personali hanno cominciato ad avere la meglio, portando “Batta85” lontano non solamente dai tavoli, ma anche dal semplice studio della disciplina. Arriva la laurea e Lorenzo ritrova motivazioni e concentrazione per dare nuovamente linfa al suo sogno, ovvero quello di diventare Supernova Elite giocando cash game NL50. Il percorso per arrivare nel 2013 a questo grande risultato, però, è stato ricco di impervi ostacoli. Da gennaio a maggio è riuscito a fare qualcosa come 500 mila VPP, ma poi il burnout, nella prima parte dell’estate, ha portato Lorenzo a prendere l’unica decisione possibile: prendersi una pausa. Quattro mesi di stop: è la conseguenza di aver giocato per 12 ore al giorno senza giornate liberi, con Lorenzo che si sentiva letteralmente massacrato. Avere una mentalità di ferro è fondamentale per ogni giocatore di poker, come è stato ammesso anche dallo stesso Battaglia. La strada che porta a SNE è tortuosa e non bisogna dare troppo penso al profitto momentaneo. Pensare che in soli 8 mesi, Lorenzo, grazie ai rareback, si è portato a casa la bellezza di oltre 64 mila euro.



Lorenzo Battaglia è uno dei tanti giocatori piemontesi di poker sportivo, ma fa parte di quella ristretta cerchia ad aver scritto veramente la storia. Il titolo di Supernova Elite è uno di quei traguardi assegnati da PokerStars che davvero in pochi riescono a raggiungere. Vuol dire portarsi a casa 1 milione di VPP all’anno. Ad un certo punto della sua vita, però, Lorenzo ha dovuto prendere una decisione, trovandosi di fronte ad un classico bivio. Far fruttare i suoi studi giurisprudenziali e la laurea conseguita oppure proseguire con il poker? La scelta è ricaduta sulla prima opzione, con la volontà di provare a mettere le mani sul titolo di avvocato. Nonostante si tratti di una decisione chiaramente molto difficile e sofferta, Lorenzo ha dimostrato grande riconoscenza per tutto quello che il poker gli ha permesso di avere e raggiungere.

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