Siete mai stati al Casinò di Saint-Vincent?

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Siete mai stati al Casinò di Saint-Vincent?
I piemontesi, forse a causa della vicinanza dei quattro casinò presenti in Italia, sono da sempre stati molto avvezzi a fare qualche puntatina alla roulette o al blackjack, senza dimenticare le famose slot machine. Per questione di comodità immaginiamo che gran parte dei nostri concittadini appassionati di questa tipologia di giochi abbia varcato i confini regionali per fare una capatina al Casino valdostano di Saint Vincent.

Certo, i casinò hanno un fascino unico che ti porta a vivere un’esperienza davvero indimenticabile in alcune circostanze, ma sembra che ormai da qualche anno, come evidenzia il noto giornalista Sergio Rizzo in un articolo pubblicato sul sito del Corriere della Sera, la situazione sia un bel po’ complicata dal punto di vista economico. Il casino di Saint Vincent nel solo 2014 ha perso 19,1 milioni di euro, 21,1 nel 2013 e 18,6 nel 2012 e che probabilmente continuerà a perdere anche quest’anno. Sarà colpa della crisi? Può darsi, ma è innegabile che ci siano anche delle concause da non sottovalutare. Prima fra tutti una cattiva gestione di questi luoghi pubblici e poi, aspetto niente affatto secondario, la nascita dei casinò on line che hanno di fatto rivoluzionato l’intero settore.

Provate ad immaginare un giocatore che d’inverno voglia svagarsi ma non ha nessuna voglia di mettersi in macchina per raggiungere un casinò terrestre, la soluzione più semplice e comodissima è quella di prendere il proprio notebook o meglio ancora il proprio smartphone ed iniziare a giocare con due semplici click. Insomma, se prima il gioco d’azzardo era molto di nicchia grazie alla rivoluzione dei casinò on line, diventati legali nel 2011 in Italia, è diventato ben presto un fenomeno di massa tanto da far registrare di anno in anno dei trend sempre più positivi. Tra i casinò on line più frequentati dagli italiani troviamo quello dell’agenzia Paddy Power, ma anche quello di Pokerstars, lanciato soltanto qualche mese fa, e William Hill. Come avrete notato quasi tutte multinazionali del gioco che hanno deciso di investire nel nostro Paese, e lo sapete perché? L’Italia rappresenta il 10% del mercato del gioco a livello globale. Non ve la prenderete allora se ci permettiamo di modificare la famosa massima che recita così: “Italiani popolo di santi, poeti e navigatori” aggiungendo anche la categoria dei giocatori...

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