1436

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1436
1436: L’Europa è divisa in molti regni in costante conflitto tra loro. Dopo il Concilio di Costanza che mise fine al Grande Scisma d’Occidente durato quarant’anni Papa Eugenio IV,  sta per sciogliere, scomunicando tutti i partecipanti, il Concilio di Basilea che aveva convocato lui stesso solo pochi anni prima. Anche se il suo potere è stato recentemente destabilizzato il Papa è un sovrano assoluto dotato di potere temporale e spirituale. Nel frattempo la Sacra Inquisizione incarcera, tortura e condanna a morte centinaia di eretici.
Oggi per il calendario islamico è il 20 Rabì‘ al-àwwal 1436.
La nostra visione eurocentrica ci porta normalmente a considerare che per tutto il mondo sia l’A.D. 2014, ma non è così. Ogni cultura ha un punto di inizio che ne caratterizza la storia. E nulla più del momento che viene considerato “anno zero” è più indicativo di quello che una cultura considera il suo punto d’inizio.
Quando si pensa a una cultura diversa bisogna pensare anche a questo. La storia è un essere vivente in continua evoluzione che si modifica e si evolve continuamente, ma ha bisogno di tempi lunghi per farlo.

Tre anni fa guardavamo pieni di speranza, e stupiti dalla potenza dei social network, la Primavera Araba fiorire nell’Africa del Nord. Coraggiosi giovani musulmani che si liberavano,  spesso sacrificando la vita, dal terribile giogo dei regimi totalitari. E nel farlo ci scordavamo di pensare che quei regimi li avevamo spesso imposti e finanziati o noi europei o i nostri alleati americani.
La libertà ritrovata è un rischio enorme: basti pensare che ci vollero esattamente quattro anni alla Luminosa Rivoluzione Francese per trasformarsi nel Regime del Terrore che portò in un anno alla ghigliottina 17000 persone, oltre a giustiziarne con esecuzioni sommarie 25000.
Si può facilmente affermare che la nostra società odierna sia figlia dell’Illuminismo, dell’Illuminismo buono dell’ Encyclopédie e del motto liberté, égalité, fraternité, ma anche dell’Illuminismo cattivo di Robespierre e del Terrore.
Rispettivamente nel’22 e nel ’33 Mussolini e Hitler presero il potere dando inizio a una tragedia storica che portò alla morte di oltre sessanta milioni (SESSANTA MILIONI) di esseri umani.
Ci è servito questo drammatico esempio per instillare in noi il terrore dei regimi e degli uomini soli al potere (che a dirla tutta, come dimostra la politica odierna e degli ultimi vent’anni, per noi italiani hanno ancora un certo fascino).
Queste sono le gloriose basi che in neanche duecentocinquanta anni hanno portato dall’Ancient Régime alla nostra sfavillante società primomondista.
Nel 1436 nulla di tutto ciò era ancora successo.
Ho scelto di partire dalla differenza tra i due calendari per rendere chiaro il concetto che è decisamente relativistico considerare che tutto il mondo debba avere imparato dagli errori da noi fatti nel passato, ed è altrettanto sbagliato pensare che tutte le civiltà del mondo siano allo stesso punto dell’evoluzione nello stesso momento. La tecnologia vuol dire poco, non garantisce direttamente un mondo migliore. Ne è la dimostrazione l’uso della rete che fanno gli estremisti mussulmani. Quasi tutti la ritengono pericolosa e traviante e la rifuggono. Essa è diventata strumento di propaganda vista la sua potenza di comunicazione, niente di più. Sono certo che se ci fosse un metodo altrettanto funzionale ma più tradizionale verrebbe sicuramente scelto quest’ultimo e abbandonata la rete. Vedere un nostro selfie sorridenti non dimostra a un fondamentalista musulmano quello che si sta perdendo ma bensì quello che deve combattere.

Il 2 Agosto 1980 una bomba uccideva 85 persone alla stazione di Bologna. Solo trent’anni fa l’intera Italia era terrorizzata dagli Anni di Piombo. Neanche il terrorismo è qualcosa che possiamo vedere come indice di barbarie: ci siamo dovuti passare per imparare a condannarlo e a temerlo.
La violenza va condannata in tutte le sue forme, sempre e comunque. Ma è stata una pura Utopia nata da idee eurocentriste pensare che di colpo i paesi mussulmani liberatisi nei radiosi giorni della Primavera Araba si sarebbero trasformati in piccole province dell’Europa in cui nel giro di una settimana iphone, McDonald’s e shorts attillati avrebbero sostituito burqa, chador e moschee.
Il detto historia magistra vitae è indubbiamente vero, ma è anche altrettanto vero che l’umanità ha dimostrato più volte che gli errori bisogna commetterli in prima persona per poterne trarre un insegnamento.

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di Pietro Franchitti
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Fornese, annata ’92. Recentemente laureato in una laurea triennale in Storia, sta continuando gli studi per la specialistica. Ha una particolare passione per la politica e il cinema. Si sta avvicinando al mondo del giornalismo, magari per farlo diventare in futuro la sua professione. Legge molto ma non perché è interessato alle storie: lo fa per vedere come, e cosa, scrivono i grandi autori, infatti la percentuale di libri che non finisce di leggere è altissima. Totalmente disinteressato a qualsiasi tipo di sport, sia visto che praticato, è un forte sostenitore della vita sedentaria e delle poltrone con lo schienale reclinabile.
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