L'epoca del grigio

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Lepoca del grigio
La percezione del mondo, fino a non molto tempo fa, è stata pressoché binaria. Ne sono stati un esempio perfetto i grandi conflitti del ventesimo secolo: democrazia contro nazifascismo prima e capitalismo contro comunismo poi. L’ideologia era chiara e il mondo veniva semplicemente diviso tra amici che condividevano gli stessi ideali e nemici che li negavano. Tutte le posizioni intermedie erano considerate pressoché inesistenti e soprattutto dannose. In fin dei conti non c’è peggior nemico di uno che non si configura come tale. La foga con cui le ideologie erano seguite era estrema, tanto da portare a pensare che l’unico modo di superare le contrapposizioni fosse l’eliminazione fisica dell’avversario.
Un mondo più pericoloso in cui però l’individuo aveva la certezza e la tranquillità di poter delegare la propria appartenenza a un gruppo, con tutti i vantaggi sociali del caso.

La politica odierna invece si comporta in modo diverso. Tralasciando alcune posizioni fuori tempo e démodé si è costituita un’enorme macchia grigia che fa onore alla teoria che guidava la DC e tutti i governi che essa ha creato: “uniti al centro contro gli opposti estremismi”. Il risultato varia da paese a paese. Se in Germania la Große Koalition, nonostante lunghe trattative per la sua creazione, creerà probabilmente un governo stabile e proattivo, in Italia le grandi coalizioni superano solo in maniera parziale l’ingovernabilitá totale, risolvendosi in una stasi.
In politica il grigio è tranquillo e evita tensioni ma rischia di essere poco produttivo.

La mancanza di contrapposizioni si è estesa anche a tutti gli altri campi della vita. Al lavoro ad esempio. Fino a non molto tempo fa o si lavorava e si campava del lavoro o non si lavorava e ci si teneva ai limiti della sopravvivenza, letteralmente “tirando a campare”. Nessuno si sarebbe sognato di dire “si, lavoro ma non mi pagano, però se va bene  poi mi tengono”. L’idea di pagare per lavorare, oggi accettata, era pressoché inconcepibile.

Si potrebbe continuare per ore a elencare, ma farò solo più l’esempio delle relazioni. Fino a circa settant’anni fa il panorama era piuttosto semplice: o si era sposati con parecchi gagni al seguito o si era scapoli o zitelle (soprattutto il secondo con accezzione negativa). “Non è che proprio stiamo insieme. Ci vediamo ma non vogliamo inquadrare la nostra relazione. Siamo aperti alle novità” erano concetti nemmeno pensabili. Poi chiariamoci: spesso gli scapoli e le zitelle erano amanti degli sposati, ma tutto ciò rimaneva in linea di massima segreto, non compromettendo la binarietà del mondo.

Non sto sostenendo che un mondo in bianco e nero fosse migliore, sto solo cercando di chiarire come anche la preponderanza del grigio possa dare i suoi problemi, soprattutto permettendo alle persone di non compromettersi mai in nulla. (blog di Pietro Franchitti)

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di Pietro Franchitti
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Fornese, annata ’92. Recentemente laureato in una laurea triennale in Storia, sta continuando gli studi per la specialistica. Ha una particolare passione per la politica e il cinema. Si sta avvicinando al mondo del giornalismo, magari per farlo diventare in futuro la sua professione. Legge molto ma non perché è interessato alle storie: lo fa per vedere come, e cosa, scrivono i grandi autori, infatti la percentuale di libri che non finisce di leggere è altissima. Totalmente disinteressato a qualsiasi tipo di sport, sia visto che praticato, è un forte sostenitore della vita sedentaria e delle poltrone con lo schienale reclinabile.
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