Prendo e parto

+ Miei preferiti
Prendo e parto
Ieri ho preso un autobus. Ho pagato qualche euro (a dire il vero pochi) e sono andato fino a Bologna. Ho preso un caffè, assistito alla discussione di laurea di un amico, mangiato un buon pranzo all’emiliana e la sera sono tornato a casa. Nulla di particolare o eroico, per carità. Per intenderci, la parte più dura dell’impresa è stata connettersi al recalcitrante Wi-Fi del pullman.
 
Eppure ho potuto farlo. Tranquillamente, senza pensieri, senza dover rendere conto a nessuno. Nessuno mi ha mai chiesto chi fossi o dove andassi. Nessuno mi ha chiesto il perché. Eppure mi sono spostato più lontano di quanto la maggior parte di nostri bis nonni abbia mai fatto in vita loro; guerre a parte, s’intende. Siamo i figli del mondo globale, quelli che per primi possono viaggiare liberamente, che possono girare l’Europa con uno straccio qualsiasi di documento (piaccia o non piaccia lo dobbiamo a Schengen), siamo quelli che quasi non sanno più cosa sia il visto, tanto ci sono gli accordi bilaterali.
 
Una cosa scontata, quindi, la mia. Ma non per me. 
E sì, perché dobbiamo ricordarci che il nostro bel pianeta non è tutto come da noi… ci sono Paesi dove per andare a trovare i parenti in un’altra città bisogna richiedere un permesso. Ci sono Nazioni in cui per risiedere in una determinata provincia bisogna appartenere ad una certa élite politica. Ci sono Stati in cui per visitare l’estero bisogna fare i conti con la propria burocrazia e i propri controlli, non con quelli di chi vi ospiterà.
 
Gli esempi sono tanti. Provate a cercare su Google “Songbun”, date una lettura a cosa succede dall’altra parte del nostro (piccolo) mondo. E pensate al fatto che, quando la mia generazione è nata, tutto ciò accadeva anche qui…chiedetelo ai tedeschi orientali dell’allora DDR. Io sono fortunato, noi siamo fortunati. Una fortuna che ci è stata donata e non dobbiamo disperdere. Una fortuna che abbiamo il dovere di provare a donare anche a chi non sa nemmeno di poterla avere. Vogliamo continuare a considerarci le “Nazioni civili”? Allora non possiamo far finta di non sapere.         (Danilo Lano)
Altri post di Danilo Lano
DIC
14
Stati emergenti ed economia mondiale. Prospettiva reale o fuoco di paglia?
GIU
25
Europa delle genti o genti d’Europa?
GIU
11
Italiani all’estero: quanti, per quanto e perché?
GEN
12
Dagli accordi sul clima di Parigi alle ritorsioni internazionali. Energia, e di conseguenza clima, sono sempre più strumenti di politica e di diplomazia
DIC
8
L’orologio dell’apocalisse tra I.S. e politiche internazionali
Il geoide
di Danilo Lano
Canavesano, laureato magistrale in giurisprudenza con tesi in diritto internazionale, da sempre attivo nel sociale. Il grande interesse per il diritto internazionale e la geopolitica comporta in lui la passione nell’analizzare i nostri tempi, strizzando sempre l’occhio alla storia.
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore