Questa Europa? Occorre una riflessione

+ Miei preferiti
Questa Europa? Occorre una riflessione
Brexit ha colpito con forza. Se durante la fase pre referendaria la questione non ha attirato particolarmente l’interesse dei non addetti ai lavori (si dava forse per scontata la vittoria del “remain”), dalla mattinata di venerdì l’argomento tiene testa. Lo shock è stato forte, sia esso politico, economico o culturale. Uno shock che ha colpito gli stessi cittadini che hanno votato per l’uscita del Regno Unito.
 
Si dice che quello di Brexit sia stato un voto di protesta, una dimostrazione di forza contro la gestione comunitaria, così come impostata negli ultimi anni. Proprio per questo è importante evidenziare un punto della questione: la critica verso l’attuale sistema comunitario non proviene (solo) dalla classe politica britannica ma, bensì, da una fetta consistente di popolazione euro-scettica. Così come negli Stati in cui già si ventila la possibilità di accodarsi alla “ritirata strategica” anglofona, vedasi Francia e Paesi Bassi, l’idea è accarezzata dai leader dell’opposizione, portavoce del malcontento popolare. Occorre quindi porsi una domanda ben chiara. Una domanda da cui potrebbe dipendere il futuro stesso del progetto comunitario: i popoli d’Europa vogliono l’Unione?  
 
Io credo di sì. Ma credo parimenti che i popoli d’Europa non vogliano questa Unione Europea. Per troppo tempo il progetto comunitario è stato appannaggio della classe politica, economica e governativa dei Paesi membri, che si dividono la grave colpa di non essere stati in grado di renderlo accattivante, fruibile e vicino ai propri cittadini. L’Unione Europea si è dedicata a tecnicismi sicuramente importantissimi, ma che hanno fatto sentire i cittadini meri destinatari del lavoro di altri, troppo spesso inteso come imposto.
 
Un’Europa non accattivante, lontana dal vissuto della gente. All’apparenza fonte più di problemi che di vantaggi.  Un substrato su cui il populismo ha facile presa. Oggi ci stupiamo, ma il non essere riusciti ad adottare una Costituzione Europea nel 2009 doveva essere un campanello d’allarme. E guarda caso anche il progetto di una Costituzione per l’Europa venne fermato dal voto popolare in due Paesi, facendolo naufragare.
 
Occorre quindi una profonda e concreta riflessione su questa Europa. Bisogna avere il coraggio, se si crede veramente nel progetto comunitario, di abbandonare l’attuale rotta e avvicinare la gente, renderla veramente consapevole del significato dell’essere europei. Bisogna far capire quanto di veramente buono è stato fatto (e le cose buone non mancano, pensiamo alla libera circolazione delle persone) e correggere gli errori. Altrimenti rimarrà sempre un ibrido, nato per scopi puramente economici e che si reinventato a unione di popoli. Del quale i popoli non si sentono però parte. (blog di Danilo Lano)
Altri post di Danilo Lano
DIC
14
Stati emergenti ed economia mondiale. Prospettiva reale o fuoco di paglia?
GIU
11
Italiani all’estero: quanti, per quanto e perché?
MAR
20
Dobbiamo ricordarci che il nostro bel pianeta non è tutto come da noi… ci sono Paesi dove per andare a trovare i parenti in un’altra città bisogna richiedere un permesso...
GEN
12
Dagli accordi sul clima di Parigi alle ritorsioni internazionali. Energia, e di conseguenza clima, sono sempre più strumenti di politica e di diplomazia
DIC
8
L’orologio dell’apocalisse tra I.S. e politiche internazionali
Il geoide
di Danilo Lano
Canavesano, laureato magistrale in giurisprudenza con tesi in diritto internazionale, da sempre attivo nel sociale. Il grande interesse per il diritto internazionale e la geopolitica comporta in lui la passione nell’analizzare i nostri tempi, strizzando sempre l’occhio alla storia.
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore