2 Giugno

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2 Giugno
Scriveva il poeta latino Orazio: “Dulce et decorum est pro patria mori”. Il termine  patria deriva dal latino e sarei portato ad affermare  che la sua etimologia vada ricercata nel sostantivo maschile “ pater, patris ”; in realtà, la parola latina più vicina al significato italiano è l’aggettivo “ patrius, patria, patrium ” ritenendo sottinteso  il sostantivo “ terra, terrae ” oppure “ tellus, telluris ”: dunque, terra patria, terra del padre, degli avi. La patria è, infatti, il luogo in cui sono nato e vissuti i miei antenati  e i genitori, acquisendo con la nascita l’appartenenza alla Comunità dove vivo e diventando partecipe del patrimonio culturale che in tale ambito locale si è costituito con il succedersi delle generazioni. Dalla parola “patria” ne sono poi nate molte altre: patrio, aggettivo che definisce ciò che è relativo alla patria; patriottismo, l’amor di patria; patriottico, ciò che esprime l’amor di patria; patriota, chi ama, difende e onora la patria; patriotticamente, in modo patriottico; patriottume, dispregiativo, il patriottismo di bassa lega; patriottardo, il patriota fanatico; compatriota, appartenente alla stessa patria; espatriare, lasciare la propria patria; rimpatriare, tornare in patria. 

Ma cosa ha significato la “Patria ” nel passato?. Presso gli antichi la Patria era vista come qualcosa di sacro,  San Tommaso, nella sua opera “Summa teologica”, afferma che essa ha diritto ad un senso di sacralità, alla Patria si deve la “ Pietas” , in altre parole un sentimento di rispetto, lo stesso che si deve a Dio e ai genitori. La “Pietas” così intesa si manifesta attraverso il “ cultus”, la  riverenza, ad esempio nei confronti dell’ambiente, oppure della lingua, o ancora della tradizione. Per “officium, invece, si vuole intendere il dovere, l’ubbidire a ciò che vuole la Patria, alle sue leggi. Significa, in altri termini, svolgere il mio ruolo di cittadino. È interessante notare che il concetto di Patria non è rimasto invariato nel tempo, ma ha assunto diverse connotazioni e sfumature a seconda del periodo storico. Per i popoli primitivi, poiché erano nomadi, non esisteva una patria, essi, però, erano caratterizzati da un attaccamento alla famiglia e alla tribù. Quando hanno iniziato a praticare l’agricoltura   e sono diventati stabili, in loro è maturato un nuovo  attaccamento,  quello tipico del contadino nei confronti della propria terra.

Tuttavia, la prima vera patria è la città e si ha, dunque, con la nascita della polis, città-stato, nell’antica Grecia: è in questo momento che inizia il patriottismo autentico. Per gli abitanti delle polis, però, il patriota deve amare a tal punto la propria patria da volerla rendere più potente ed estesa rispetto alle altre. Una fase sicuramente positiva del patriottismo si ha durante il Medioevo. Con la nascita e lo sviluppo dei comuni, infatti, si diffonde un patriottismo cittadino, il cittadino di Firenze, ad esempio, ama Firenze e riconosce in essa la sua patria, le città gareggiano tra loro nella costruzione di piazze, di edifici, di chiese per rendere la propria città più bella delle altre. Ciò porta, dunque, ad un importante sviluppo artistico-culturale. Nei secoli successivi, soprattutto nel ‘500 e ‘600, si ha una bassa fase del patriottismo, fino ad arrivare al ‘700, quando ad esso subentra una nuova ed opposta tendenza, il cosmopolitismo, l’uomo diventa cittadino del mondo. Parallelamente a ciò, torna sulla scena il patriottismo imperialistico con Napoleone cerca di estendere il proprio impero sottomettendo altri popoli.

Ma ecco che, tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’‘800, il patriottismo, il vero patriottismo, scalda nuovamente il cuore dei popoli: il Romanticismo, infatti, esalta la cultura legata alla propria Patria. Come spesso accade, però, in queste circostanze, dopo la fase più alta di un qualsiasi fenomeno, si ha l’esagerazione e poi il declino. Verso la fine dell’‘800, infatti, il neonazionalismo incita ancora una volta al desiderio di rendere la propria patria più potente delle altre: in questo modo si arriva alle dittature del ‘900, di cui quella nazista è un esempio, giustificate dall’amor patrio. La decadenza del  Patriottismo è quella che stiamo vivendo noi: l’era della globalizzazione è quanto di meno patriottico possa esistere, Ma ricordiamoci che oggi festeggiamo la Repubblica Italiana, la nostra Patria che non è nata per caso ma grazie al sacrificio dei nostri genitori, e nonni. W L’Italia ed evviva la nostra Patria! (Blog di Giorgio Cortese)

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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