4 novembre, cosa festeggiamo?

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4 novembre, cosa festeggiamo?
Al 4 novembre cosa festeggiamo? Occorre riflettere sul significato di questa festa nazionale! Il 4 novembre nasce come la festa che ricorda il cosiddetto armistizio di Villa Giusti, quindi ci riporta ad una data precisa, il 4 novembre del 1918, con la quale in Italia si indica la fine della Prima guerra Mondiale. Questa data, come altre date importanti, ci parla quindi della nostra storia; se, per assurdo, non ci fossero giornate da commemorare, la nostra amata Patria sarebbe priva di storia, quindi priva di una sua identità nazionale. Così come ognuno di noi festeggia il proprio compleanno e le ricorrenze significative per la sua vita, anche la Nazione ha bisogno di festeggiare alcune giornate che segnano tappe importanti per la sua “vita”.

Fino alla metà degli anni Settanta questa giornata era considerata festiva, il fatto che oggi non lo sia più non ci deve fare “perdere la memoria” di quelle centinaia di migliaia di soldati caduti in combattimento, di quei ragazzi che cent’anni fa hanno perso la vita per un ideale di Patria e un serio attaccamento al dovere. Oggi rendiamo omaggio alle Forze armate, che hanno reso possibile la vittoria dell’Italia, ma celebriamo anche l’Unità nazionale raggiunta in modo più compiuto al termine della Prima Guerra Mondiale e inoltre commemoriamo il Milite ignoto, ricordando tutti i soldati morti in guerra e mai identificati. E la denominazione di questa ricorrenza ci offre ulteriori spunti di riflessione: celebriamo spesso qualcosa di positivo, raggiunto, però, a seguito di sofferenza e morti. Se pensiamo a questa e ad alcune altre date troviamo un denominatore comune: il 4 novembre, la fine della Prima Guerra Mondiale, il 25 aprile, la fine, per l’Italia, della Seconda Guerra Mondiale e del Fascismo, il 27 gennaio, la fine degli orrori di Auschwitz: commemoriamo quasi sempre la fine di qualcosa di estremamente negativo.

Ciò ci spinge a chiederci: Ma perché questa catena di episodi dolorosi? Perché noi esseri umani continuiamo oggi a farci del male reciprocamente con delle guerre! Dal ricordo del passato, però, voglio trarre un messaggio di speranza, pensando che dalla consapevolezza delle sofferenze provocate dalle guerre, si senta forte il bisogno di costruire un’epoca di convivenza e di pace tra i popoli ed oggi, possiamo anche celebrare tutto questo conciliati con gli ex nemici di allora, nella consapevolezza che valore, sacrificio e coraggio sono valori universali che uniscono e non dividono. Il 4 novembre sono qui per esclamare come quei ragazzi di cent’anni fa “Presente!”, come ripetuto su ogni tomba nel Sacrario militare di Redipuglia. Loro, da soldati, erano presenti sul fronte ad agire, a rispondere alla “chiamata della storia”, hanno combattuto per garantire anche al sottoscritto un’epoca di sicurezza e di pace e oggi mi auguri tutti presenti per ricordare il loro sacrificio. Anche oggi, a distanza di un secolo, posso e debbo  rispondere, come hanno fatto loro: “Presente!”.

Qui oggi e anche di fronte agli eventi della storia, devo essere presente sempre con il mio impegno nel cercare di non essere indifferente a quello che mi capita attorno. Ricordare ogni anno il 4 novembre deve trasformarsi sempre in azione positiva per unire e contribuire a costruire un mondo migliore, senza più guerre. Concludo con un semplice Grazie a tutte le persone che si sono sacrificate nel passato per donarci a noi questo presente. (Blog di Giorgio Cortese)

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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