ATTACCO A NIZZA - Paura, rabbia e speranza

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ATTACCO A NIZZA - Paura, rabbia e speranza
Di fronte all’ennesimo attentato terroristico, il mio animo ha avuto un tremito di paura che è la più antica e potente emozione umana. Seguito da un sussulto di sgomento, esacrazione ed orrore per quanto accaduto. Queste canaglie con fattezze umane hanno colpito nel momento della festa più semplice e lieto, quello dei fuochi d’artificio. Quando nel cielo i botti facevano divertire e rallegrare gli animi, questi sciagurati inumani hanno colpito con la loro irragionevole logica nichilista verso l’Occidente e verso tutto quello che rappresenta. Hanno colpito perché si rendono conto che sono senza valori e si sono appiccicati delle fasulle basi ideologiche religiose. Questi terroristi sono nati qui in Occidente, ma ne sono sempre stati ai margini, da rifiutati è cresciuto il loro insano odio. Questi nichilisti della morale del nulla, senza nessun rispetto ne per loro ne per gli altri, hanno colpito con lucida follia perché ammaliati da promesse di martirio, frutto di letture distorte.

La loro strategia terroristica mira a snervare, a fare saltare la nostra normalità nel quotidiano, vogliono fomentare odio nella convivenza civile, con i suoi riti quotidiani e le sue regole di garanzia, e su questi non possono averla vinta. Certo, subito ho avuto un moto di rabbia e di stizza, figlio della paura, ma poi ragionando mi sono convinto che non servono muri ma  la forza e la pazienza che permettono di costruire ponti tra comunità e anche, con la compattezza dei non violenti, di isolare chi vuole invece scavare fossati. Nel mondo ci sono due grandi forze che accompagnano il cammino del’umanità, la paura che genera odio e l’amore che costruisce ponti di fratellanza. 
 
Certo la minaccia è in agguato ma non dobbiamo permettere che il terrore si insedi nella nostra vita: se così fosse, loro avrebbero già vinto una battaglia decisiva rendendoci simili a loro. Queste triste vicende devono essere una opportunità per ricostruire un'Europa dei popoli liberi, dove al centro c’è la dignità dell’essere umano e la difesa della natura per le future generazioni, e non un'Europa di burocrati che generano leggi assurde e che allontanano i cittadini dal concetto di una casa comune. La nostra società ha come base del vivere civile la cultura della vita e non della morte. Questa è la mia speranza: non vinceranno mai perché il loro nulla non prevarrà sul nostro essere. Anche se il nostro animo oggi è ferito, la delicata speranza ci racconta sempre di un domani migliore. (blog di Giorgio Cortese)
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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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