Ceice e Alcione, dal mito alla festa degli innamorati

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Ceice e Alcione, dal mito alla festa degli innamorati
Gli dei greci erano molto vicini ai mortali, con i quali avevano in comune pregi e difetti, e spesso scendevano sulla terra, sia per combattere al loro fianco, sia per unirsi a loro, generando semidei come Eracle, Armonia, Perseo o Elena. Il confine fra dei e uomini poteva essere valicato, ma solo se erano gli dei a volerlo le conseguenze per i mortali non erano nefaste. Se gli esseri umani decidevano di violare questo confine, gli dei sfidati li punivano duramente. Agli uomini e alle donne non era concesso paragonarsi agli dei, né fare a meno di loro, né agire contro la loro volontà.  

I greci avevano un nome preciso per il momento in cui un essere umano valicava di sua iniziativa il confine con gli dei, “hybris”, che in italiano si può rendere con “eccesso”.  Ma al momento della morte, e solo allora, sembra che gli dei provino pietà, come se comprendessero l'eccesso del desiderio umano. Per San Valentino trovo interessante raccontare questo mito sull’amore dell’Antica Grecia. Ceice, figlio di Eosforo, la Stella Mattutina, personificazione della luce, era sposato con Alcione, figlia di Eolo, Signore dei Venti, coniugi reali della Tracia e la loro unione era tanto felice ed erano tanto innamorati come narra Apollodoro, entrambi si pensavano di non essere da meno dei sovrani degli dei, si chiamavano con i loro nomi: Zeus e Era. La vicenda viene riportata anche da Ovidio nelle sue Metamorfosi, opera in cui la storia si arricchisce di alcuni particolari.

Pare infatti che Alcione provasse da tempo delle strane sensazioni, come oscuri presentimenti quando Ceice decise comunque di partire per mare. Gli infausti sentimenti della donna trovarono triste conferma quando Ceice rimase vittima di una tempesta a causa della quale morì. I presagi per Alcione però non erano ancora finiti e la notte stessa Ceice le apparì in sogno mettendola a conoscenza della sua tragica sorte. Quando, il mattino seguente, Alcione trovò sulla spiaggia il corpo senza vita dell'amato marito, il dolore fu talmente forte che ella si tramutò in un uccello in grado di emettere tristi suoni lamentosi. A questo spettacolo, anche gli dei si mossero a compassione e, in un estremo atto di carità, permisero che anche Ceice si tramutasse in uccello. Marito e moglie furono così nuovamente  insieme e felici.

E’ proprio vero che tra due innamorati quello che li unisce è il legame della forza del cuore, con un linguaggio fatto di sguardi, di tenere carezze d’amore. Nella vita tutti ci innamoriamo prima o poi di una determinata persona, perché troviamo in lei il nostro abbraccio perfetto, l'incastro del cuore, insomma siamo l'amore che amiamo, perché solo chi ama gode di tutti gli istanti del cuore. Buon San Valentino a tutti gli esseri umani che credono nella forza del cuore e dell’amore., dove non ci interessa avere il superfluo, ma dove vogliamo  l'essenziale, e ci basta il cuore dell’amata per sempre! (Giorgio Cortese)

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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