Ciao, cerea!

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Ciao, cerea!
Una di queste mattine pensavo a ciao e cerea e a tutti i modi di salutare che esistono nel mondo. Qui in occidente siamo abituati a presentarci con una bella stretta di mano, oggi è il saluto più diffuso nel mondo tant’è che ormai anche paesi con usanze diversissime dalle nostre lo conoscono e si sono abituati a ricambiarlo, soprattutto nel mondo degli affari. Oggigiorno stringere la mano è un modo di salutare che va ben oltre il Patrio Stivale e che equipara tutta l’Europa e l’Occidente in generale, inglobando anche paesi agli antipodi come la Nuova Zelanda. In Nuova Zelanda tra i Maori, la popolazione indigena, si saluta avvicinando i nasi, la punta per essere precisi, ben tre volte e molto velocemente. Questo saluto tradizionale si chiama Hongi che in italiano possiamo rendere con "condivisione del respiro della vita".

Sempre nell’Oceano Pacifico e precisamente alle isole Hawaii, invece, si saluta con il braccio alzato in alto, il pollice teso verso la bocca, il mignolo in aria, le altre dita piegate e la mano viene fatta ondeggiare. Questo gesto chiamato shaka che per noi ricorda un po’ l’invito a bere deriva in effetti dal momento storico in cui i navigatori spagnoli approdati per la prima volta sulle spiagge dell’isola, cercando di fare amicizia con gli abitanti, li invitarono con questo gesto a fare una bevuta insieme. Se ci spingiamo nell’Indocina, in Malesia la persona che saluta si prende le spalle con le mani incrociando le braccia sul torace ed invece in Thailandia,  quando ci si saluta si inchina leggermente il capo con le mani giunte. In Cina, la stretta di mano occidentale è ormai accettata ma con qualche aggiunta. I cinesi, infatti, di solito abbassano anche un po’ gli occhi in segno di rispetto. In Giappone, infine, è famoso l’inchino con le mani e gli occhi abbassati che noi utilizziamo ancora oggi nel teatro quando gli attori si inchinano al pubblico che applaude. Ma in Giappone la profondità dell’inchino dipende dall’importanza della persona cui è rivolti.

Invece a Taiwan, quando ci si saluta, la mano destra copre il pugno sinistro e poi le due mani premono contro il cuore, in segno di grande rispetto. In Russia è comune nel salutare dare una stretta di mano vigorosa, quando si incontra qualcuno per la prima volta mentre la seconda potrebbe già offrirvi un abbraccio, ma gli se gli uomini russi solitamente baciano le guance dei loro ospiti, uomini o donne non fa differenza, le donne russe si limitano a stringere la mano agli stranieri e riservare i baci solo ai loro compatrioti.  Nei paesi di cultura araba la stretta di mano leggera è frequente tra gli uomini ma non con le donne. Un altro modo di salutare è, sempre tra gli arabi maschi, di abbracciarsi e baciarsi sulle guance oppure toccarsi con la mano il torace, poi le labbra e infine la fronte. Quest’ultima ritualità gestuale trasmette un messaggio profondo e significa: “Ti do il mio cuore, la mia anima, il mio pensiero”.  

Ma in Asia bisogna stare attenti nel dare la mano: in alcuni paesi non è educazione toccare l’altra persona! Per finire nei paesi molto freddi i gesti di contatto sono difficili da praticare per la grande quantità di abiti indossati. E dunque ben venga il saluto con la pacca sulla spalla. Un cenno a parte merita, poi, il kunik della cultura Inuit, il bacio eschimese, un saluto che di solito è fatto solo in famiglia e tra persone care. Si fa premendo il naso e il labbro superiore contro la persona di fronte. Nel fare questo, una leggera annusata del volto è un segno di grande affetto!

Da noi nel Belpaese, Buongiorno è un saluto formale che di solito, si usa sino all'una di pomeriggio. Alcuni utilizzano anche buondì. Dopo l’una sino alle cinque del pomeriggio si usa il saluto formale di “Buon pomeriggio”. Dopo le cinque si usa il Buonasera e poi il “Buonanotte”. Se si continua la serata e non si va a dormire si può dire buona serata, buona nottata o buon proseguimento. Poi si usa l’Arrivederci alle persone che si augura di rivedere. Interessate l’origine del saluto ad una persona che non si rivedrà presto, Addio, che deriva da “vi affido, vi raccomando a Dio”. Alcune persone quando li incontro usano dire “Salute”, altri usano “Salve” che deriva dal latino “salvus” sano, salvo.

Cerea, invece, è un saluto piemontese per il commiato, cioè quando ci si separa e si usa anche arveddse, arrivederci. Il termine cerea, è una forma di saluto in origine rispettosa, ovvero serèa, con il significato di “signoria”, sere significava infatti signore. Un po' come “ciao” deriva dal veneziano “sciao” nel senso di “schiavo vostro”, quindi, cerea è un saluto alla “signoria”, usato come titolo di rispetto. In Germania e Austria troviamo l'equivalente “servus”, cioè “servo”. E allora ciao e grazie di avermi letto. (blog di Giorgio Cortese)

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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