Disgregazione

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Disgregazione
Ho letto con disgusto, da maschio con schifo, i fatti avvenuti in Germania la notte di Capodanno, con centinaia di aggressioni di gruppo a sfondo sessuale. A Colonia circa un migliaio di uomini hanno partecipato alle violenze intorno al Duomo e alla stazione centrale. Le responsabilità individuali restano da verificare. Gruppi di uomini descritti come nord africani o di origine araba, hanno sistematicamente circondato e aggredito le vittime. Oltre alle molestie fisiche e verbali, almeno un caso di stupro. Ovunque, lo stesso modus operandi ed in Germania si parla già di una “nuova forma di crimine organizzato”. Ma c'è un dato che accomuna incontrovertibilmente i responsabili dei fatti di Colonia: erano tutti uomini.  
 
Ritengo che le leggi che abbiamo, anche sul rispetto di noi esseri umani, debbano valere per chiunque, a qualunque titolo, sul suolo europeo. Soprattutto per chi invoca il diritto di asilo. Non sono tollerabili, né tanto meno in alcun caso giustificabili, eccezioni di sorta. Ma bisogna evitare che questi profughi creino delle sacche dove si aggreghino tra di loro, e pertanto in quei luoghi valgano delle regole di “diritto speciale” sui nostri territori. Purtroppo ci sono tentativi allo loro costituzione, “enclavi” de facto sottoposte alla Sharia come Molenbeek a Bruxelles, balzato agli onori della cronaca come vivaio di terroristi dopo le stragi di Parigi, oppure  Châteauneuf-sur-Cher, un piccolo comune francese, dove ha preso forma la teoria dei “villages musulmans” dell’imam “segregazionista” Mohamed Zakaria Chifae. 
 
Non è peraltro nemmeno più ammissibile tollerare forme di segregazione della dignità e del ruolo sociale delle donne anche quando avvengono “soltanto” all’interno delle comunità etniche o religiose di appartenenza. La voce delle femministe, pronta a levarsi per rivendicare l’uso di un sostantivo declinato al femminile, troppo spesso è rimasta muta davanti alle molte manifestazioni di questa violenza di genere specifica di ambiti religiosi e culturali determinati. Sono inaccettabili sia i matrimoni coatti quanto ogni altra forma di limitazione della libertà personale delle donne anche all’interno delle comunità di origine. Non ritengo concepibile che in Italia ed in Europa venga imposto il velo, le punizioni corporali o la “semplice” proibizione alle fanciulle di fare sport o frequentare luoghi di aggregazione e ricreazione o di suonare strumenti musicali. 
 
L’autodeterminazione dell’individuo è un valore insindacabile per chi vuole vivere nei nostri paesi e deve cadere la giustificazione del rispetto delle proprie tradizioni, troppo spesso accordate, in passato, per ignavo buonismo, per paura di passare per razzisti. Gli eventi di questi giorni in Germania sono una vera dichiarazione di guerra all’Europa e danneggiano l’integrazione. L’accettazione dei principi fondamentali dei nostri ordinamenti e sistemi sociali è la contropartita necessaria imposta a chi richieda accoglienza, diritti e integrazione. I migranti, per diventare cittadini, devono aderire ad un nuovo “patto sociale”, pena l’esclusione dal nostro consesso civile e la revoca della cittadinanza. Il rispetto della legge va imposto senza remore contro la violenza di questi barbari aggressori incompatibili con la Civiltà dell’Europa. 
 
Questi avvenimenti mi fanno riflettere sul fatto che il 95% delle violenze sessuali, in Italia, avviene all'interno del cerchio familiare e amicale più stretto. Il nemico è quella subcultura che porta a ritenere normale che le donne siano facili di costumi e se gli capita di avere delle molestie, pensare che se le sono andate e cercare. Le donne responsabili di violenze sessuali sono un numero statisticamente irrilevante; chi commette violenze sessuali, purtroppo siamo noi uomini. Il dato è questo, e purtroppo, perché più difficili da individuare, sono uomini di qualsiasi religione, anche atei, di qualsiasi censo, spesso insospettabili e ben inseriti nella società. Io penso sia necessario partire da qui, e lasciare nella melma dell'indecenza di chi scrive "difendiamo le nostre donne", perché il principio proprietario da cui parte è lo stesso dei vigliacchi molestatori, invece di una integrazione europea di persone con religioni diverse ma di onesti principi, questi  vogliono solo un Europa in disgregazione che non porta a nulla.
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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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