Dov'č la vittoria? 4 novembre 2016

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Dovč la vittoria? 4 novembre 2016
Per ricordare il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, istituita nel lontano 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale e festeggiata in questa data dall’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, ho preso in prestito un verso del nostro Inno Nazionale. Dov'è la vittoria?

Quella a vittoria fu un grande bagno di sangue con il sacrificio costato seicentomila morti e un milione di feriti, moltissimi dei quali rimasero mutilati. Oggi finalmente quella pagina di storia viene vista con  occhio imparziale, senza più alcuna retorica, o illusione, o mitizzazione. Quel tremendo conflitto, che ha visto gli alpini partecipare in prima fila, è stata una guerra, con i soldati costretti a stare  nelle trincee pantanose, affamati, impauriti, sempre in attesa che arrivasse l’ordine di uscire all’assalto per conquistare qualche centinaio di metri, una trincea nemica, o una collina insignificante sul versante strategico. Ma conquistarla significava lasciare sul terreno migliaia di morti; pochi giorni dopo, non di rado, veniva di nuovo perduta.

I soldati erano spesso giovani ventenni, strappati ai loro campi, agli affetti, al lavoro quotidiano, ai loro veri interessi, per andare a morire in luoghi sconosciuti, per combattere altri soldati che non avevano alcuna ragione di odiare. Nelle trincee popolani di tutte le regioni, i quali spesso conoscevano soltanto il loro dialetto, non riuscivano quasi a capirsi, se non sul piano dei sentimenti e dei fatti. Nel 1916 tra il 31 ottobre ed il 4 novembre avvenne la nona battaglia dell’Isonzo con la conquista italiana di alcune alture dominanti sul Carso seppur al prezzo di pesanti perdite di 145 mila morti italiani e di 80 mila perdite austro-ungariche.  

Dov'è la vittoria? Ormai conosciamo infiniti particolari di quella guerra, vittoriosa alla fine, ma dolorosissima sul piano umano. Cento anni sono passati sa allora e già dopo la  fine della Grande Guerra i nostri predecessori, il 10 ottobre del 1924,  fondarono qui in Favria, una sede ANA, che non è più solo un’associazione, ma un corpo vitale indispensabile per la nostra Comunità. Dov'è la vittoria?…Voi alpini avete un innato senso di solidarietà e di altruismo che Vi contraddistingue, siete un patrimonio di esperienza da conservare e promuovere, una miniera di conoscenze indispensabile per le nuove generazioni, un bagliore di luce nel volontariato da trasmettere ai nostri figli: Voi rappresentante l’albero e i giovani ne sono  i germogli.

Dov'è la vittoria?…Oggi per commemorare degnamente i fratelli morti sotto tutte le bandiere in quella immensa strage dobbiamo tutti rimboccarci le maniche  perché nella vita di ogni giorno dobbiamo praticare la solidarietà senza pretendere mai nulla in cambio e sempre consapevoli  che ci appartiene ci  appartiene soltanto quel che si guadagna e che si sa portare a spalla, con fatica, nella vita. (blog di Giorgio Cortese)

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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