E tu che borsa sei?

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E tu che borsa sei?
Oggi parlo dell’accessorio dal quale quasi mai le donne si separano, una sorta di protezione che fa sentire sempre a casa e contiene tutto ciò che serve: parlo della borsa, iL nuovo gioiello, simbolo femminile di vanità, certo, ma anche di potere. Se le scarpe indicano il grado di sex-appeal di una donna, le borse indicano la sua condizione sociale, le sue amicizie, il suo stile di vita.  Per tutte le donne le borse sono un po’ come una parte di loro stesse e questo è assolutamente assodato e pacifico. Accade in modo naturale fin dalla più tenera età, ogni donna, già da bambina aspira ad avere una borsetta da sfoggiare ed in cui nascondere gli oggetti più preziosi, e intanto fa pratica con zainetti e  cartelle.

Questo avviene perché le mamme,  quasi istintivamente trasmettono questa affezione alla borsa come accessorio dell’animo. Donne, inguaribili romantiche! Non escono mai da casa senza portare a braccetto le loro borsette con tutti i loro affetti personali. Pensate che Anna Karenina, prima di buttarsi sotto il treno lancia sui binari la sua borsetta di velluto rosso. Una donna stanca della sua borsa è stanca della sua vita. Questo certo non succede per noi maschietti per il quale meno cose ho di solito da portarmi dietro e meglio  e se proprio devo, beh allora una cartella da lavoro dove portarmi dietro le cose indispensabili da fare riemerge ed utilizzare subito per togliermi il fastidio di portarmi dietro carta. Nelle borse delle donne, al contrario, finisce di tutto, e spesso non tutto riemerge con la stessa facilità! Nella borsa femminile sono sempre presenti un portafoglio, le chiavi di casa che non trova mai puoi infilandoli dentro la borsa, telefono cellulare che quando suona non si trova, fazzoletti di  carta e/o salviettine e anche un disinfettante apposito. Agenda cartacea o elettronica e una penna almeno. Bustina con medicinali: pastiglie per il mal di testa, lo stomaco,  e cerotti.  Deodorante, profumo e bustina con trucchi vari. Scatola di caramelle o chewing gum che poi si apre e si disperde nelle borsa ed infine gli immancabili accessori per l’igene intima e un e porta occhiali o kit per lenti a contatto.

Ritengo, da profano che esista un’ associazione tra tipo di borsetta e personalità, proprio come gli abiti o il taglio di capelli riflettono molto sul carattere, per non parlare di noi maschietti tra chi è glabro, con i baffetti oppure barbuto come il sottoscritto. Come la cravatta per gli uomini, o il papillon nel mio caso,  la borsa può rappresentare lo scettro del comando per le signore! Benché venga considerata un’invenzione dei nostri tempi unisex, la borsa è un accessorio antico, molto antico. Addirittura risale alla preistoria, quando l’uomo non sapeva né filare né tessere, e doveva adoperare le pelli degli animali per confezionarsi gli abiti e i relativi accessori. La parola borsa nel suo significato originario voleva dire appunto pelle di animale scuoiato. Furono le donne a trasformare la borsa in un simbolo di eleganza, e così nacque la borsetta, tipico accessorio dell’abbigliamento femminile. Già in epoca molto antica c’erano borsette preziose. Pensate che il poeta latino Marziale faceva dire alla borsa delle ricche matrone: “Quando sarò passata di moda non buttarmi via, te ne prego, che non mi prenda qualche barbone per metterci gli avanzi e magari mi faccia dormire col suo cagnaccio”. Ma nelle borse esiste un legame sottile tra l’accessorio e la persona che lo sfoggia ed utilizza nella vita di tutti i giorni, e loro ruolo nella vita sociale. Nell’evoluzione della metà del cielo rosa, la parte femminile dell’umanità, penso che possa essere letto anche analizzando le dimensioni, via via crescenti con il crescere di responsabilità e impegni, delle borse nel corso dei decenni e anche secondo  i vari modi di portare una borsa, in spalle, con il pollice agganciato, stretta sotte le ascelle, che  rivelano la psicologia della donna.

Duecento anni fa, il ruolo della donna era in gran parte domestico e essa teneva le sue cose nelle tasche e pieghe dei suoi vestiti anziché in una borsa. Ma, come le donne hanno cominciato a lasciare la casa, sia per il tempo libero che per il lavoro, le borse sono diventate un modo utile di portare i loro beni. Infatti 50 anni fa le donne usava borsette solo per andare in chiesa o partecipare a qualche cerimonia, e dentro ci si infilava a mala pena l’acqua di colonia e il fazzoletto, oggi lo stesso accessorio contiene un mondo, una seconda casa che contiene parte del loro animo e personalità. Con il passare degli anni, per le donne, la borsa è diventato una caratteristica più marcata della personalità e paradossalmente più la donna si è emancipata, più la sua borsa è diventata grande.

L’interno di queste borse, il contenuto, cambia e si femminilizza sempre di più man mano che la donna diventa adulta e i suoi ruoli si moltiplicano. Se da ragazzine è sufficiente uno zainetto, non molto dissimile da quello usato da noi coetanei maschi, una volta cresciute e diventate madri, le stesse avranno bisogno di borse capienti in cui riprodurre il proprio universo, anche affettivo. Mi viene quasi da dire che la vera uguaglianza tra i sessi forse avverrà quando anche noi maschietti porteremo nelle nostre cartelle la merenda per i bambini e il fondo  sarà sporco di briciole o se ne troveranno tra qualche pratica.  Tornando al quesito Voi che borsa siete care donne tenete conto che se si dice che in ogni testa c’è un piccolo mondo, anche in ogni borsa c’è un piccolo mondo, diverso da ognuna di Voi. (blog di Giorgio Cortese)

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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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