I giocatori di bocce

+ Miei preferiti
I giocatori di bocce
Ho sempre la sensazione che la vita, l’esistenza, vera si svolga altrove rispetto a dove mi trovo io. In altri luoghi, in altre persone, in differenti età. Ecco che allora quando mi sembra di scorgerla, mi fermo e la fotografo, con l'illusione di poterne conservare qualche frammento. Ed appunto una delle foto dell’animo che voglio condividere adesso. Quella nell’osservare dei diversamente giovani che giocano, in un assolato pomeriggio estivo, l’ennesima partita a bocce. 
 
Il gioco delle bocce è senza dubbio una delle pratiche di passatempo che ha accompagnato il genere umano fin dagli albori della civiltà, trasformando materiali e metodi di gioco in funzione delle esigenze e possibilità delle comunità. Tutte le varianti del gioco utilizzano solitamente delle sfere di vari materiali che, lanciate su una pista, che devono arrivare il più vicino possibile ad una determinata sfera chiamata “boccino”. Nel vederli giocare con genuina gioia, mi rendo conto di come le età più distanti nell’uomo la giovinezza e la senilità sono in realtà così vicine e simili.  Lo sport non è solo il ponte tra il gioco e il divertimento, ma è una cosa utile per la salute, un fatto sociale, talvolta carico di significati simbolici  e serve qualche volta per sfidare, qualche volta per unire. 
 
Gli anziani vivono l’eterno presente giocando e rivivendo i ricordi della loro ormai lontana giovinezza che sono per loro sempre belli perché erano giovani. La cosa mi ha colpito di più in quell’assolato pomeriggio, quando li osservavo sono stati i dialoghi visivi tra i giocatori e le bocce, dialoghi non di parole ma di gesti e di smorfie e poi la tenera carezza della boccia con il boccino, l’incontro di esso con una boccia maggiore, insomma il gioco delle bocce mi sembra tanto una metafora della vita. 
 
Ritornando al partita di bocce nel pallaio, questo è il nome del campo da bocce, non ho potuto fare a meno di  osservare le mani forti dei giocatori che avvolgevano la boccia con una rude ma anche delicata  carezza. Poi quando avviene il lancio per andare a punto, questo lancio viene preso con cura e con calma olimpica nonostante i commenti degli amici vicino. Al momento del lancio le dita si aprono ma  non per abbandonare lo sferico metallo ma per imprimere un ordine, morbido e silenzioso. Ecco il magico momento la   boccia docilmente compie il breve percorso prima per via area e poi con un tonfo caratteristico sul pallaio di terra battuta e il giocatore la segue trepidante senza mai distogliere lo  sguardo, anzi  il tiro e la segue con passo  pensieroso trepidante sotto lo sguardo attento degli altri giocatori. 
 
La boccia rotola leggera sul pallaio e disegna una tenue traccia e si  avvicina con leggerezza al boccino quasi a volerlo accarezzare dolcemente. Mi hanno spiegato questi valenti diversamente giovani che questo tipo di lancio si chiama accosto o puntata, ed è un lancio di precisione che ha come obiettivo far arrivare la propria boccia il più vicino possibile al boccino. I giocatori che si specializzano in questo tipo di lancio vengono detti puntisti, o accostatori. Successivamente il giocatore della squadra avversaria, amico da una vita del precedente giocatore, soppesa la boccia come un marinaio che vuole sentire come soffia il vento, prende la mira come un consumato cecchino e poi con movenze feline fa alcuni passi e muove velocemente  la mano e usa le dita a come una frusta per lo sferico metallo. 
 
Eccolo avanzare con movimenti ritmati e poi il lancio nell’aria e l’arrivo a terra con un colpo secco sulla precedente boccia. Ferro contro ferro e lui il giocatore che ha fatto il tiro preciso come un lancio spaziale, che senza  formule matematica ha tracciato la linea di tiri perfetta come un novello artigliere, osserva impassibile il suo capolavoro di forza e precisione nell’andare a scalzare la precedente boccia e di mettere la sua nello stesso posto sempre vicino all’agognato boccino. Del capolavoro durato pochi istanti, ma vivo nella mia memoria ed in quella dei presenti rimane  una leggera traccia sul pallaio dove è avvenuta la caduta della boccia e l’espulsione della precedente che li c’era prima. Questa seconda giocata si chiama volo o anche raffa. I giocatori che si specializzano in questo tipo di lanci vengono detti bocciatori. Il massimo della prestazione del bocciatore si ha con il "fermo" viene chiamato in Piemonte "trucco" o mezzo trucco nella zona piemontese. 
Osservare queste persone dai capelli bianchi, anagraficamente avanti negli anni ma giovani nell’animo mi fa riflettere che le bocce hanno una molto speciale riserva umana, intesa come riserva di umanità e sani valori morali.
 
Ed io bipide non praticante ne traggo un grande giovamento dell’animo. Nel Centro Incontro Pensionati  a Favria quando giocano a bocce convivono e sopravvivono nella loro identità ricreativa, la pazienza e l’amicizia, tra una bocciata, una raffa ed un punto i gesti sono sempre gli stessi, dove l’ambiente intorno conta più del campo, la frase ironica più di ogni grido sportivo di guerra. E alla fine di ogni gioco ritornano dei semplici gesti che nella frenetica vita di ogni giorno abbiamo forse dimenticato, come la sincera stretta di mano il rimboccarsi le maniche, il brindisi col vino buono e la spartizione del panino, gesti semplici ma di grande umanità. La vostra sana e sincera allegria, giocatori di bocce è simile ad un lampo,  che penetra la tristezza delle nubi e brilla per un attimo, ma il Vostro buon umore mantiene nel mio animo una specie di luce nella mente e la riempie di uguale e perpetua serenità.
Altri post di Giorgio Cortese
MAR
26
L’amico e collega Matteo mi ha recentemente fatto notare come la nostra amata lingua italiana sia sempre piů sommersa da termini esterofili che vengono usati a sproposito
MAR
18
Ricordo a chi mi legge che nessuno di noi č un’isola, completo in se stesso, ma siamo tutti dei pezzi che contribuiamo a rende migliore il luogo dove siamo nati o dove abbiamo deciso di abitare
FEB
27
La cosa che mi fa piů rabbia č che la gente non č per niente consapevole di quel che dice e scrive, non si rende conto delle rappresentazioni sociali che stanno dietro alle loro parole
FEB
14
Buon San Valentino a tutti gli esseri umani che credono nella forza del cuore e dell’amore...
FEB
3
Oggi certi governanti hanno capito, intelligenti loro, che non debbono dare nč pane, nč divertimenti ma solo illusioni, chiacchiere, comunicati stampa e false promesse
Il quotidiano passo
di Giorgio Cortese
Facebook Icon
Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore