Il coraggio di sperare

+ Miei preferiti
Il coraggio di sperare
Ci vogliono intelligenza, coraggio e una buona dose di speranza per mettere su una rotta sicura la “nave Italia”. Doti che non mancano al premier. Lo stile di Matteo Renzi è nuovo per i riti ormai ingessati della politica, un tentativo di riallacciare quel rapporto interrotto tra politica e cittadini, allo scopo di far innamorare gli elettori per riconquistare la loro fiducia. E al Parlamento, che gli elettori rappresenta, chiede la fiducia su un’agenda che parte da adesso e finisce nel 2018, per "un cambiamento radicale". 
 
Tre le priorità: "Lo sblocco totale dei debiti della Pubblica amministrazione" con l’intervento della cassa depositi e prestiti, "la costituzione di un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese che non riescono ad accedere al credito" e "la riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale che dia risultati già in questi primi mesi del 2014". Tra i nodi, però, anche la giustizia, dove chiede un "pacchetto organico", che superi "i venti anni di scontro ideologico".  
 
La sua richiesta di fiducia è il coraggio di sperare in una visione unitaria e senza steccati ideologici perché nel quotidiano nella nostra amata Patria c’è un’Italia viva, brillante. Di cittadini che desiderano delle Istituzioni fresche ed al passo con i tempi con delle riforme per ripartire dalle secche dell’autocommiserazione e del nichilismo del distruggere tutto. Oggi la fiducia non è stata richiesta a deputati e senatori da un Governo, ma dall’Italia intera che con il coraggio di sperare vuole rialzare la testa. 
 
Il discorso di Renzi, che riempie il mio animo di coraggiosa speranza, è ancora, giustamente, legato al ruolo di amministratore locale. Il neo Primo Ministro ha rupetuto di guardare ai "mercati rionali" prima che a quelli "finanziari". Quella che racconta nel suo discorso è la "vita reale",  diretta e immediata che colpisce nel profondo l’animo. Mi piace pensare che le varie riforme,  usando anche l’arma totale di un esemplare im­pegno in prima persona, con una enorme voglia far capire a tutti noi concittadini che dobbiamo avere il coraggio di sperare in un grande cambiamento. E non è detto che ciò non rappresenti una specie di antidoto o di profilassi nei confronti della penultima nemica, la delusione. Una volta caduta la speranza, ogni speranza, che cosa resta? Spero che la svolta porti rapidamente buoni frutti e lavoriamo perché i buoni frutti siano distribuiti con giustizia.
Altri post di Giorgio Cortese
DIC
11
Pensate che questa parola per indicare la neve deriva dall’antico germanico flokka, per indicare sia la neve che la lanuggine ed il fiocco di lana...
DIC
5
Solo concedendoci degli spazi senza connessione riusciremo a scoprire cosa ci circonda, le passeggiate per le strade, in campagna e nel parco, le serate con gli amici senza guardare il telefono...
NOV
25
Questo non è un piatto ma purtroppo l’ennesima amara medicina che noi cittadini trattati da sudditi dobbiamo subire...
NOV
21
Proprio perché si vive in una società prevalentemente egoista e non curante di ciò che accade si dovrebbe tentare di aiutare il prossimo sia moralmente che materialmente...
NOV
15
Paese dei santi, navigatori, master chef e pallonari e a San Siro è finita l'avventura del signor Ventura e ci confermiamo ancora una volta una armata brancaleone in un paese di iene...
Il quotidiano passo
di Giorgio Cortese
Facebook Icon
Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
Le news del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese
Le notizie del Canavese le trovi su QuotidianoCanavese.it
Cronaca, politica, sport, musica e tempo libero: il Canavese in tempo reale!
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Ivrea, registrazione 1/2015

Chi siamo - Contatti - Per la tua pubblicità
Main Sponsor


Editore