Il palazzo delle parole perdute

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Passeggiando davanti ad un austero edificio pubblico in una tranquilla domenica pomeriggio, ho pensato che oltre alla mole di lavoro eseguita in quel luogo dai dipendenti,  viene anche versato negli orari di quanto è aperto al pubblico un fiume di parole che poi si perdono. Le parole si sa,  nascono e poi, essendo più leggere dell'aria, salgono in su e arrivano fino al punto in cui il cielo finisce e conduce all'eternità.

Le parole passano per l'aria attraverso le onde radio in ogni momento, flussi ininterrotti di parole che avvolgono tutto il globo. Ma molte di queste parole sono ben più pesanti dell'aria pura, naturalmente in senso metaforico. Penso che forse ogni giorno si fanno delle immense e futili  chiacchiere diffuse ora attraverso i cellulari,  si tratta di polvere che cade per terra, meritando di essere calpestata. Molti sono convinti che le parole, una volta dette, si spengono per sempre. E questo per fortuna accade a tante chiacchiere vane e insulse.

Ci sono parole che sono come semi o come chiodi, possono germogliare in grano o ferire con punte acuminate ed avvelenate,  possono persino ferire e uccidere, lasciando una scia di odio irrecuperabile dietro di sé. Sì, il linguaggio ha una sua forza dirompente, può generare odio e inimicizie ma fondere gli animi delle persone. Mi viene da pensare a quanti uomini politici, personaggi pubblici usano malamente le proprie parole  nei confronti di altre persone che non la pensano come loro.  Ma c’è, per fortuna, anche la possibilità opposta, quella del dialogo, in cui le parole costruiscono ponti di incontro. Ci sono parole che fanno vivere e sono parole innocenti,  come la parola calore, la parola fiducia, giustizia, amore e la parola libertà.

Mi auguro che in quell'austero palazzo, come in tutti i palazzi del potere, dove esercitano le loro funzioni dei cittadini democraticamente eletti,  in mezzo al quotidiano fiume di: “parole, parole, parole” come diceva l'Amleto di Shakespeare ce ne siano di quelle che non si perdono ma, anzi  che salgano fino a toccare il cielo, parole buone, dette per sostenere e per consigliare, per perseguire il Bene Comune. Sono in fondo poi le stesse parole usate  dai veri amici e dagli  innamorati che esprimono la loro tenerezza e la loro comunione di vita. Sono le parole importanti,  parole belle, buone e lievi che salgono verso l'alto e irradiano luce, sono parole che non si perderanno mai.

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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