Il piccoletto!

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Il piccoletto!
In una calda sera di fine giugno, a ridosso della festa Patronale del paese dove abito, andavo dai miei suoceri in auto. Arrivando vicino alla cascina dove abitano, mi sono imbattuto in un piccoletto. Ho incontrato il piccoletto, vicino alla cascina in una curva della strada bianca di campagna. Il piccoletto, basso e tarchiato mi osservava immobile nel centro della strada, ed io mi sono fermato per non investirlo. Il piccoletto è li immobile come una statua e mi osserva con aria di sfida, ed io per evitare malintesi suono il clacson affinché si sposti e lui con regale nonchalance  arriva fino davanti al muso dell’auto e, poi sparisce alla mia vista. Già il suo atteggiamento mi è sembrato distaccato e apatico, proprio come il lemma nonchalance che deriva dall’antico verbo francese chaloir, importare, con l’aggiunta davanti alla parola di “non”. Allora, preso da un leggero panico, mi chiedo dove sia finito il piccoletto? Suono ancora una volta  il clacson e abbasso il finestrino e non lo vedo e mi dico, ma vuoi vedere che è sotto l’auto? Avanzo lemme lemme e dopo circa un metro lo rivedo con lo specchietto laterale ai bordi del campo. Ops ma che cosa avete capito? Il piccoletto è un magnifico esemplare di bulldog, cane dall’indole pacifica, dotato di una bassa reazione agli stimoli esterni, ed è per questo che non si è preoccupato del mio arrivo in auto. Pensate che la razza di questo cane risale all’epoca  delle invasioni barbariche, quando le popolazioni nomadi provenienti dalla  steppa euroasiatica portarono nuove razze canine di tipo molossoide nelle terre dell'impero romano. Rispetto al mastino da guerra da guerra già abbondantemente diffusosi nel bacino Mediterraneo, i barbari ricorrevano spesso ad una tipologia di cane dalle mascelle potenti ma dal fisico capace di reggere i rigori dell'inseguimento e della lotta con il bisonte europeo e l’uro, antenato degli attuali bovini domestici, allora animali allora diffusi nella steppa dell’Europa Orientale, fuori dai confini dell’impero Romano .Da questi cani sarebbero discesi i bulldog britannici e altre razze simili. Questo cane pare che sia stato selezionato in Inghilterra e pare che sia il frutto dell’incrocio nella prima metà dell’ottocento tra i molossi impegnati nei combattimenti con altri cani o contro i tori, la tauromarchia, con il carlino importato dalla Cina, che divenne in seguito un cane da compagnia. Ritornando all’episodio successomi, mi viene da pensare che nella vita di ogni giorno deve sempre riuscire e ad andare oltre. Oltre le apparenze, oltre la sofferenza, oltre le sensazioni, oltre ogni logica, oltre tutto. Questo vuol dire saper vivere, infatti il piccoletto era molto più attento del sottoscritto e diligentemente si era messo sul lato strada mentre io avevo inteso il suo atteggiamento una pericolosa apatia. La vita è una continua sorpresa vissuta con lieti attimi di piacevole stupore e  mai sottovalutare i piccoletti!

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di Giorgio Cortese
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Impiegato bancario, dal 1978, i miei hobby ed interessi sono la famiglia, scrivere, leggere libri di Storia, giardinaggio. Donatore di sangue dal 1981, abito a Favria, con sincera passione innamorato del territorio in cui vivo
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